Corrispondenza

Giuseppe Verdi a Opprandino Arrivabene, 12/05/1862

Data

Data
Londra, 12 maggio 1862

Luogo di destinazione

Luogo di destinazione
[Torino]

Tipologia

Lettera

Descrizione fisica

Un bifolio, quattro facciate scritte

Ubicazione presso il soggetto conservatore

Ubicazione
I-Mcv

Trascrizione


                                                                                           Londra 12 Mag 1862
Carismo Arrivabene

Credevo che ti congratulassi meco, se non mi si è data la mia Cantata all'Esposizione, ma tu invece dai un'importanza a quest'affare che, secondo me, non ha. Io ho sempre pensato, e penso che questi pezzi di circostanza sono, artisticamente parlando, cose detestabili: e, fidati pure, in questi sterminati l'attenzione è troppo distratta, e nulla fà, nulla può fare, e, diciamolo pure, nulla ha fatto effetto. E gli è per questo che io non ho mai voluto scrivere di questi pezzi, e questa olta in cui anch'io era caduto in trappola, quando arrivato in Londra seppi che i Commisarj aveva rifiutato la Cantata, esclamai "son salvo!! Il giorno dopo il mio arrivo vidi il mio pacificio Maggioni, e mi disse che il Times m'accusava di non aver mandato ancora la mia musica: allora con tutta la calma immaginabile presi la penna e scrissi quella tal lettera, che Maggioni tradusse, e che il Times gentilmente pubblicò! non l'avessi mai fattoa È stata un vero flagello per me, ché m'ha procurato il giorno dopo una tempesta di lettere dicendo Ira d' Dioa della Commissione e di Costa, e di più domande d'autografi da tutte le parti in un modo ben singolare e tutto inglese. Negli altri paesi coloro che voglio autografi si fanno presentare, o presentano gli Album per mezzo di persona amica. Quì nulla di tutto questo: mi scrivono per la posta lettere con dentro l'enveloppe col timbro della città e l'indirizzo della persona per cui devo fare l'autografo. Chi diavolo siano non lo so. Aggiungici che tutte queste lettere sono in inglese (causa sempre quella maledettissima lettera scritta al Times) e per conseguenza altro flagello per la Peppina a cui tocca tradurmele.
In quanto poi all'Italia , la sua musica non ha bisogno di essere rappresentata all'Esposizione. Essa viene rappresentata qui tutte le sere in due teatri, e non solo qui ma dappertutto; perchè malgrado l'attuale sua decadenza scoperta dai Savants, mai in nessuna epoca come in questa vi sono stati teatri italiani, mai gli editori di qualunque siasi paese hanno stampata e venduta tanta musica italiana, e non vi è angolo della terra ove vi sia un teatro e due istrumenti che non venga cantata l'opera italiana. Quando tu andrai nelle Indie e nell'interno dell'Africa sentirai il Trovatore —
     La mia Cantata è stata qui venduta all'Editore Cramer Beale. Cosa ne voglia fare, nol so: probabilmente cercherà di trarne partito, e si dice verrà eseguita al Teatro della Regina, ma io finora non ne so nulla. Nel caso te ne scriverò. 
     Sono stato una volta all'Esposizione, ma tutto è troppo in disordine perché io te ne possa dire qualche cosa.
Finora le cose più interessanti sono le casse rotte, rottoli, massi di paglia, facchini da cui bisogna ben guardarsi per non farsi rompere le coste, e gocce d'acqua che cadono dal tetto di vetro per rinfrescare il naso ai curiosi. Il locale è assolutamente meschino  in tanta vastità. Addio e scrivimi e credimi.
                                                                                                            l'aff.
                                                                                                         G.Verdi
La Peppina stà bene e ti saluta ———

Note

Già in Coll. Spike Hughes.
Battuta presso Sotheby's Londra il 27 novembre 1987, lotto n. 412 (facsimile sul catalogo, p. 19)

Posseduto Insv