Corrispondenza
Giuseppe Piroli a Giulio Cesare Ferrarini, 27/01/1863
Data
- Data
- [Torino,] 27 gennaio 1863
Luogo di destinazione
- Luogo di destinazione
- [Parma]
Tipologia
- Lettera
Descrizione fisica
- Due bifolii, due facciate scritte.
Sulla prima facciata del primo bifolio è la lettera; sulla prima facciata del secondo bifolio è il testo poetico; sulla parte inferiore della prima facciata del primo bifolio, di altra mano: «= Questa letta fu diretta dal Senatore Piroli al M° Ferrarini»; sulla seconda, il testo poetico è di altra mano
Ubicazione presso il soggetto conservatore
- Ubicazione
- I-PAi
- Collocazione
- Arch. Cass., VI/5
Trascrizione
27 del 63
Prof. Stim°
Eccole i versi del Dall’Ongaro e la musica del Verdi scritta lì sul fatto appena letti quei versi e sotto l’impressione del gentile e nazionale pensiero che rivesto no con tanta leggiadria. Non se, e quanto la brevità e qualità del tema si presterà a dargli posto nel nostro trattenimento, ad ogni modo pienamente alla S. V. ed all’esimia Siga Galetti la decisione, e me le confermo coi sensi di perfetta stima, ed offro affmo ed obmo
a. Piroli
E lo mio damo se n’è ito a Siena,
M’ha porto il brigidin di duo colori.
Il bianco gli è la fè che c’incatena,
Il rosso l’allegria de nostri cuori.
Ci metterò una foglia di verbena
Ch’io stessa alimentai di freschi umori.
E gli dirò: che il rosso, il verde, il bianco
Gli stanno bene colla spada al fianco.
E gli dirò: che il bianco, il verde, il rosso
Vuol dir che Italia il suo giogo l’ha scosso.
E gli dirò: che il rosso, il bianco, il verde
Gli è un terno che si gioca e non si perde!
N. B. Questi versi scritti dal Dall’Ongaro nel 1847 sono stati ristampati ultima mente variando il primo verso così: “E lo mio amore se n’è ito a Siena”
Note
- –
Posseduto Insv
Originale
Bibliografia
Carteggio Verdi-Piroli, a cura di Giuseppe Martini, Ed. nazionale dei carteggi e dei documenti verdiani, Parma, Istituto nazionale di studi verdiani, 2017, II, app. 2.2, p. 921