Giuseppe Verdi a Tito I Ricordi, 27/03/1863
Data
- Data
- Parigi, 27 marzo 1863
Tipologia
- Lettera
Descrizione fisica
- Un bifolio (20,5×13,3 cm), due facciate scritte. Sulla prima facciata, di altra mano: «2043»; sulla quarta, a matita, di mano recente: «Verdi II-173».
Ubicazione presso il soggetto conservatore
- Ubicazione
- I-Mr
- Collocazione
- LLET000860
Trascrizione
-
Parigi 27 Marzo 1863
Hanno scritto ad Escudier, e stamattina Corticelli ha scritto a me a nome dell'Impresario della Cannobiana per lasciare dare l'Inno delle Nazioni.
Dallo se ti piace; ma bada bene che sarà senza successo perché male eseguito. Senza colore, senza intelligenza, e ripetuto in fretta.
Poi il teatro è piccolo, e faranno confusione (perché gli esecutori saranno troppo l'uno sopra l'altro) li tre Inni che si eseguiranno contemporaneamente sul finire del pezzo.
Se coloro che dirigerranno il pezzo non faranno ben attenzione alla maniera di eseguirlo, onde i tre motivi, vengano ben intesi e distinti dall'uditore è inutile dare il pezzo; più dico che il pezzo diventa una pessima cosa. Ci vorrebbero per lo meno 100 coristi: e dopo le neccessarie prove al cembalo, ci vorrebbe per lo meno tre prove d'orchestra, e non tre prove fatte in un sol giorno, ma tre prove fatte in tre diversi giorni, ma ecco schicherrata una delle solite lettere che non produrrà nissuna effetto. È tanto tempo che predico al deserto: quando si parla di esecuzione di effetto non arrivo ma a spiegarmi e a farmi credere: eppure l'esito mi dà sempre ragione. Fate dunque quello che volete e addio ad.
G.Verdi
Note
- –
Posseduto Insv
1 fotocopia (n. 83/42)
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