Corrispondenza

Giuseppe Verdi a Giulio Ricordi, 06/03/1869

Data

Data
[Genova], 6 marzo 1869

Luogo di destinazione

Luogo di destinazione
Milano

Tipologia

Lettera

Descrizione fisica

Due bifolii (cm. 20,5×12,5), con busta affrancata (20 cent.); sul primo, la lettera a Ricordi; sul secondo, la copia della lettera di Verdi a Filippi. Sulla quarta facciata del primo bifolio, in basso, a matita, di altra mano, precedente segnatura: «Verdi III-337-1»; Sulla quarta facciata del secondo bifolio, in basso, a matita, di altra mano, precedente segnatura: «Verdi III-337-2». Sul verso della busta, in basso, a matita, di altra mano, precedente segnatura: «Verdi III-337».

Ubicazione presso il soggetto conservatore

Ubicazione
I-Mr
Collocazione
LLET001027

Indirizzo (busta)

Egr. Sigr Sigr Giulio Ricordi / Stabilimento Musicale / Milano

Timbri postali

GENOVA / 6 / [3-69] / [...]
MILANO / 7 / MAR / 69 / 6.M

Trascrizione

                                   
                                                                                                            Sabato
Caro Giulio

     Ho letto la copia della lettera ch'Ella ha scritto a Filippi e vedo che le cose sono più serie di quello che io credevo.–– Bisogna ch'Ella sappia che Filippi mi scrisse di una certa fredda accoglienza ricevuta dai Ricordi pel suo articolo, e mi diceva ch'Egli credeva d'aver fatto piuttosto un'apologia che non critica e mi domandava se mi era spiaciuto quell'articolo:...
     Io ho aspettato a rispondere, sperando prima una lettera vostra; non avendola ricevuta ho risposto a Filippi la lettera di cui vi mando copia per vostra norma. Come potete immaginare io non gli avrei mai scritto che un suo articolo poteva spiacermi. Soltanto a proposito dell'accusa d'imitazione a Schubert, e per spiegarli che io non vado a spolverare gli spartiti altrui per scrivere ben o male le mie note; mi sono esteso a dire quello che non avrei detto se avessi saputo quello che è successo fra Voi ––
     Del resto voi avete ragione, ed è certo che se si fosse trattato d'altro Maestro le manie mie sarebbero diventate qualità.
     Domattina parto per SAgata e sarò qui Mercoledì sera.
     Saluti a tutti addio ad
                                                                                                              G.Verdi


                                                                               Genova 4 Marzo 1869

Eg Sig Filippi.
Non posso, né ho motivo di prendere in mala parte l'articolo della Perseveranza sulla Forza del Destino.
S'Ella, in mezzo alle molte lodi, ha creduto farvi qualche appunto, era nel suo pien diritto ed ha fatto bene di farlo. Del resto, Ella lo sa, io non mi lagno nemmeno degli articoli ostili, come non ringrazio mai (e forse ho torto) per gli articoli favorevoli. Amo la mia indipendenza in tutto, e la rispetto interamente negli altri. Egli è perciò che io le sono gratissimo del riserbo tenuto durante il mio soggiorno in Milano, poiché dovendo Ella necessariamente scrivere un'articolo sulla mia opera, era bene non fosse influenzata né da una stretta di mano, né da una visita fatta o ricevuta. Ed a proposito di quest'articolo, debbo dirle poiché Ella me ne domanda che non m'è dispiaciuto ma poteva dispiacermi.
Non so nulla dell'avvenuto fra Lei e Ricordi, ma può darsi che Giulio, il quale, se non sbaglio, preferiva a molti altri pezzi quel Cantabile d'Eleonora, sia stato un pò sconcertato nel vederlo accusato d'imitazione di Schubert. Se ciò è, io ne son sorpreso al par di Giulio, perché io, nella mia somma ignoranza musicale, non saprei da quanti anni non sento l'Ave di Schubert; e m'era però ben difficile imitarla. Non creda che dicendo, mia somma ignoranza musicale, sia per fare un pò di blague. Nò: è la pura verità. In casa mia non vi è quasi musica, non sono mai andato in una Biblioteca musicale, mai da un'Editore per esaminare un pezzo. Stò a giorno d'alcune delle migliori opere contemporanee, non mai studiandole, ma sentendole qualche volta in teatro, ed in tutto ciò v'è uno scopo ch'Ella capisce. Le ripeto adunque che io sono fra i Maestri passati e presenti, il meno erudito di tutti.
Intendiamoci bene, e sempre per non far blague; dico erudizione, e non sapere musicale. Da questo lato mentirei, se dicessi che nella mia gioventù, non abbia fatto lunghi e severi studj. Egli è per questo, che mi trovo aver la mano abbastanza forte a piegare la nota come desidero, ed abbastanza sicura per ottenere, ordinariamente, gli effetti che immagino; e quando scrivo qualche cosa d'irregolare, si è perché la stretta regola non mi dà quel che voglio, e perché non credo nemmeno buone, tutte le regole finora adottate. Forse i Trattati di contrappunto han bisogno di riforma. ––––
Quante parole! e, quel che è peggio, molte d'inutili.
Voglia scusarmene e credermi ed aggradire i sinceri complimenti di
                                                                                                       Suo Dev    
                                                                                                        G.Verdi

P.S. Mia moglie la ringrazia e io anche

Note

In allegato, copia della lettera inviata da Verdi a Filippo Filippi del 4 marzo 1869

Posseduto Insv
1 fotocopia (n. )

 

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Giuseppe Verdi a Giulio Ricordi, 06/03/1869

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