Corrispondenza

Giuseppe Verdi a Giulio Ricordi, 17/12/1870

Data

Data
[Genova], 17 dicembre 1870

Luogo di destinazione

Luogo di destinazione
Milano

Tipologia

Lettera

Descrizione fisica

Un bifolio (20,5×12,8 cm), quattro facciate scritte, con busta affrancata (20 cm). Sulla quarta facciata, di altra mano, a matita: «Verdi-IV-438»; sul verso della busta, della stessa mano: «438 Verdi-IV».

Ubicazione presso il soggetto conservatore

Ubicazione
I-Mr
Collocazione
LLET001129

Indirizzo (busta)

Egr. Sigr Giulio Ricordi / Stabilimento musicale / Milano

Timbri postali

GENOVA / 17 / DIC / 70 / [...]
MILANO / 18 / DIC / 70 / 5M

Trascrizione


                                                                                      Sabato 17 Nov: 1870

C. Giulio

     Con altra mia vi parlerò del Macbet, intanto vi ringrazio della lettera a Faccio, che va benissimo.
     Ditemi se è vero che alle ultime recite della Forza del Destino a Bologna la Fricci si sentiva affaticata, e se è vero, ch'Ella si rifiuterebbe di fare questa parte alla Scala, pel confronto et- et.
     Conosco i polli, e so qual peso dare alle dicerie, ma se vi fosse qualche cosa di vero, pensate bene prima di permettere la Forza. Dandosi l'opera, vegliate sulla Preziosilla e Melitone: non sarà difficile trovare una Preziosilla migliore della Benza, ma difficilissimo un Melitone! L'insieme potrete averlo migliore dell'altra volta. A Voi tocca poi gridare per la mise en scene e per l'esecuzione musicale. Mettetevi bene in mente, che senza qualche grosso "Per Dio!" non si arriva mai a far eseguir bene la musica. 
     Non ho telegrafato per l'Aida, perché quando si deve parlare al Publico bisogna mettere bene i punti sugli i, altrimenti il gran tiranno si stringe nelle spalle, sorride, e non crede. Bisogna dumque fare un pò di storia e dire, che le trattative erano molto innoltrate [sic], anzi quasi conchiuse, quand'io ricevetti da Parigi par ballon-monté una lettera, che diceva Mariette Bey (che aveva segnato il contratto a nome del Viceré il contratto con me) era rinchiuso in Parigi, ed erano pure rimasti in Parigi i scenarj, vestiarj et..d'Aida: che io feci prevenire l'Impresa della Scala, che era quasi impossibile di dare Aida al Cairo, e quindi contemporaneamente a Milano. Se l'Impresa non può aspettare fino a Domenica, lo faccia pubblicare l'articoletto in altro Giornale, ma che l'articoletto sia fatto dal Matto che parla così seriamente.
     Ancora della Messa!!!..
     È una minestra riscaldata..artisticamente parlando non farete mai una buona cosa: ma se si tratta di beneficenza non posso dire altro che è sempre bene far del bene.
     La Commissione può fare quello che vuole: io resto sempre dell'antico parere : "Questa Messa doveva, o essere eseguita in Bologna, o restituita ai Compositori!
     Addio Ad
                                                                                                   G Verdi

Note



Posseduto Insv
1 fotocopia (n. 87/33)

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Giuseppe Verdi a Giulio Ricordi, 17/12/1870

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