Corrispondenza
Salvadore Cammarano a Giuseppe Verdi, 09/10/1848
Data
- Data
- Napoli, 9 ottobre 1848
Luogo di destinazione
- Luogo di destinazione
- Busseto
Tipologia
- Lettera
Descrizione fisica
- Un bifolio, una facciata scritta; sul verso: l'indirizzo.
Ubicazione presso il soggetto conservatore
- Ubicazione
- I-BSAv
Indirizzo (busta)
- All’insigne Compositore di musica / Sig.r Giuseppe Verdi / (ferma in Posta) / Parigi.
Timbri postali
- POSS ANG - [...] / MARSEILLE 1 / [...] / OCT / 48 — PARIS (60) / 23 / OCT / 48 — PARIS POSTE RESTANTE / 24 / OCT / 48
Trascrizione
Generoso amico Napoli 9. Ottobre 1848.
Ho ricevuto la vostra lettera datata il 23. Settembre, e nello slancio della mia riconoscenza non so trovare parole tanto vive ed efficaci che bastino ad esprimere, almen da vicino, ciò ch’io sento nel cuore, ma il vostro così nobile e così ben fatto potrà meglio intendere, che io dire, i sentimenti in me destati per sì alto benefizio. − In riguardo a ciò che mi scriveste nel foglio annesso (con data del 24.) deggio rispondere che non solo non mi sono accomodato con l’Impresa, anzi con le due Imprese (la cessata e l’attuale) Ottobre 1848 69 ma che esse infieriscono meco sempre più: ciò non di meno son già scorsi quattro giorni che ho la vostra lettera, ed ancora non l’ho resa ostensibile ad alcuno, cercando di escogitare qualche mezzo onde risparmiarvi il sacrifizio, ma pur troppo antiveggo che astretto d’avvalermi del vostro favore. − Eccovi intanto l’Atto 3. Son persuaso che all’alzata della tela farete precedere il Coro da un grave ritornello, ciò essendo propriamente indicato dalla solennità del luogo e del momento. − In rapporto all’aria di Rolando, il tratto dal cantabile alla cabaletta potrebbe per avventura sembrar troppo lungo, ma ove pongasi mente all’incremento che ne riceve il Dramma, ciò non sarà vizio, tanto più quando la lettera non venga letta in prosa, né sul tremulo dei violini, ma ridotta con frasi musicali, dinotanti la tempesta da cui l’animo di Rolando è agitato. − Le parole che succedono alla cabaletta del terzetto dovrebbero assolutamente involgersi nelle cadenze per non perdere l’effetto del pezzo, e conciliarle a un di presso come segue; intendo per l’ultima cadenza
Rolando. Tua pena sia... l’infamia!
Arrigo. Lida. Come!... l’infamia!
Rolando. Sì... l’infamia!
A buon conto finire tutti e tre insieme con la parola infamia. − − Nel brano di poesia col quale si chiude questo Atto, si conosce a colpo d’occhio che l’effetto si spera al verso Un infame, un vile egli è. e precisamente sul No che segue, il quale sarà bene ripeterlo nell’eccesso della disperazione, e tutta la frase dirla due volte: per esempio
Arrigo. − − − − − − − − − − − −
− − − − − − − − − − – –
Teme il ferro dei nemici...
Un infame, un vile egli è!...
No... no... no...
Lida. Eterno Iddio!...
Arrigo. Oh furor!...
Lida. Più non reggo!...
Arrigo. Ov’è Arrigo? − sclameranno −
Un infame, un vile egli è!...
No... no... no...
Perdonate se per soverchio zelo sono entrato in questi particolari, e fatene quel conto che credete. − Nel terzo Atto eseguirò tutto quanto mi suggerite; anzi in proposito delle tre cantilene da riunirsi in fine, è curioso il sapere che anch’io aveva pensato precisamente così. A me pare che risparmiate alcune ingiurie ai nemici d’Italia le Censure potrebbero permettere questo Dramma, in caso opposto non sarà tanto lo sconcio in dover cangiare qualche brano di poesia, quanto nel supplire a tutto ciò ch’è storico. − In quanto a vostre lettere dopo quella inclusa nel foglio di Guillaume, non ho ricevuto se non l’altra accusata di sopra, cioè in data del 23. Set= − Quando avrò presentata questa vostra lettera all’Impresa, ossia alle due Imprese, vi darò avviso del come verrò trattato da esse, onde non assumiate impegni se non certo che il vostro benefizio non cada a vuoto; del quale benefizio io e la mia famiglia vi rendiamo più col cuore che col labro (e non è poesia) i più alti ringraziamenti, non tanto per la linea dell’interesse, che andrà certamente a raddrizzarsi, quanto per la riacquistata tranquillità della mente, solo capitale che io posso spendere a pro de’ miei poveri figli.
Il vostro riconoscente amico
Salvadore Cammarano
P.S. Il giorno 7. del corrente si dettero qui i vostri Lombardi. − Deciso entusiasmo. A scanzo d’ogni mala
intenzione di questi Signori che potrebbero astringermi, come altra volta, a scrivere i loro sensi a mio nome; allora la lettera partirà da me solo quando comincerà con queste parole Amico sempre a me caro.
Note
- Sul verso, di altra mano (prob. d'archivio): «Dal fascicolo dal 1844 al 48 / lettere dei Poeti Cammarano, / Solera, Piave -».
In allegato: testo dei versi per l'atto III della Battaglia di Legnano, aut. di Cammarano.
La lettera arriverà a Verdi dopo il 24 ottobre e Verdi scriverà a Cammarano il giorno 21, dimostrando di non averla ancora ricevuta.
Bibliografia
Carteggio Verdi-Cammarano, a cura di C. M. Mossa, Ed. nazionale dei carteggi e dei documenti verdiani, Parma, Istituto nazionale di studi verdiani, 2021, pp. 68-80.
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