Corrispondenza
Giuseppe Piroli a Giuseppe Verdi, 06/05/1866
Data
- Data
- [Firenze,] 6 maggio [1866]
Luogo di destinazione
- Luogo di destinazione
- [Sant'Agata]
Tipologia
- Lettera
Descrizione fisica
- Un bifolio, due facciate e tre quarti scritte; timbro a secco della Camera dei Deputati; sotto la data, a matita, di altra mano: «1866»; sulla quarta facciata: «6 maggio
Ubicazione presso il soggetto conservatore
- Ubicazione
- I-PAas
Trascrizione
6 maggio
Carissimo Verdi!
Dopo l’ultima mia le cose hanno precipitato vie più verso la guerra che ora mai può dirsi alla vigilia; per noi ci arriva come il minore dei mali sebbene ci trovi senza danaro, e a fronte di divisioni intestine latenti, ma che possono tradursi in fatti gravi. Il ministro è tra lo stare e l’andare: la guerra vi sarà, Ricasoli prenderà le redini del governo, ma in tanto il ministero Lamarmora è pienamente battuto, e in particolar modo il ministro dell’interno Chiaves non si vuole più, e ci sono troppe ragioni e cagioni per non volerlo. Il punto più grave a risolversi è quello dei volontari. Con quella testa che ha Garibaldi (il quale sospetta di tutti e di tutto) è assai malagevole che la cosa sia condotta al punto che si dovrebbe cioè che i volontari siano chiamati quando la guerra sarà impegnata, o almeno deliberata, ed agiscano d’accordo e sotto la suprema direzione del Re. Il chiamarli oggi sarebbe da parte nostra dichiarare la guerra e molti riguardi diplomatici ci impediscono, a o dirò meglio ci consigliano a non essere noi i primi a rompere le ostilità. D’altra parte molto probabilmente passeremo per la via di un tentativo di congresso, e questo ritarderà la guerra, e in tanto non sarebbe possibile te nere armati e raccolti i volontari con alla testa un Capo quale è Garibaldi, il quale diverebbe contro di tutti i mal... malcontenti, e non potrebbe essere trattenuto da imprese avventate che oggi impegnerebbero direttamente la responsabilità di tutto il paese. – Si sta trattando, su questo punto, e speriamo sia fatto un accordo che concili tutti i gravi interessi che ora sono in moto . – Ieri sera tutti i generali che hanno avuto il comando dei corpi d’armata e delle di visioni sono partiti pei loro posti: lo spirito pubblico è eccellente, e la guerra sarà condotta e combattuta valorosamente. Vi scrivo di buon mattino, e non so se oggi si mantenga la voce di tentativi fatti dalla Francia e dall’Inghilterra per un Congresso nel quale sarebbe proposta all’Austria la cessione del Veneto: sarebbe un mezzo dilatorio, e nulla più. Mi pare che l’Austria non verrà ad accordi che dopo una battaglia che sia favorevole... ma leggere nel libro dell’avvenire è oggi, ad ogni modo e più che mai, difficile. Scrivetemi se, ove le ostilità si aprissero, o si rendessero imminenti fate conto di restare a S. Agata, e se avete modo di saperlo con certezza ditemi con quale animo questi preti veggono avvicinarsi i tempi grossi. Credete che ci creeranno de gl’imbarazzi in queste località? Quali misure preventive potrebbero essere consigliate? Ed a Busseto, i pochi liberali avranno abbastanza cuore per tener capo alla setta nera? Abbiatemi sempre vos. aff. a Piroli
Note
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Posseduto Insv
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Bibliografia
Carteggio Verdi-Piroli, a cura di Giuseppe Martini, Ed. nazionale dei carteggi e dei documenti verdiani, Parma, Istituto nazionale di studi verdiani, 2017, I, n. 111, pp. 138-139