Corrispondenza
Giuseppe Verdi a Emanuele Muzio, 15/02/1882
Data
- Data
- Genova, 15 febbraio 1882
Luogo di destinazione
- Luogo di destinazione
- [Parigi]
Tipologia
- Lettera
Ubicazione presso il soggetto conservatore
- Ubicazione
- I-PAas
Trascrizione
Genova 15 Febb 1882
Car Muzio
A che serve mai in questo mondo agitarsi, dimenarsi, affaccendarsi tanto! Si fà, si fà, si fà, poi un buon Krach disfa tutto. Ho risposto or ora al vostro telegramma ricevuto stà notte ed aggiungo ora che il triste fatto mi mette in grave imbarazzo! — La mia prima idea fu quella di rinunziare a tutto e non parlarne più; ma dopo aver ben ben ponderato mi pare che sarebbe questa mia, una generosità eccessiva, che si potrebbe battezzare benissimo per una stupidaggine. D’altra parte io non vorrei imbrogliarmi in una causa con dettagli complicati infiniti coi successori di quello sgraziato! — Cosa vi è da fare? Potreste voi sentire il parere di Dubost? Ma vorrei che Dubost potesse spogliarsi per un momento della sua veste d’avoué, e parlarmi come qualumque mortale di buon senso? – Oppure potrebbe Roger aggiustare tutto Egli stesso coi successori di Peragallo? Scrivetemi qualche cosa al più presto. Vi scrissi jeri su tutto il resto.
Add. add. add
G.Verdi
Note
- In "Copialettere" di Giuseppe Verdi, I, 18
Posseduto Insv
–