Corrispondenza
Giuseppe Piroli a Giuseppe Verdi, 04/01/1866
Data
- Data
- [Firenze,] 4 gennaio 1866
Luogo di destinazione
- Luogo di destinazione
- [Genova]
Tipologia
- Lettera
Descrizione fisica
- Due bifolii, cinque facciate scritte, con busta; sul r e v della busta, a matita, di altra mano: «Piroli» (canc. sul v)
Ubicazione presso il soggetto conservatore
- Ubicazione
- I-PAas
Indirizzo (busta)
- Al Illmo Sgr Cavre Giuseppe Verdi / Avenue des Champs Elysées / 67 / Parigi
Timbri postali
- FIRENZE SUCCURSALE / 4 / GEN / 66 / S 8
TORINO / 5 / GEN / 66 / 12 M
PARIS / 7 / JANV / 66 / (SU)
Trascrizione
4 del 1866
C.mo Verdi
Sono in procinto di essere nominato deputato a Borgo S. Donnino: almeno il balottaggio (bella parola non è vero?) a cui sarò sottoposto Domenica in concorso di un Alvisi presenta tutte le probabilità per me... Vedremo!
Ma certo il momento attuale non è dei più lusinghieri per entrare alla Camera. – Le gravi preoccupazioni per lo stato delle finanze vorrebbero che senza spirito di parte tutti studiassero come porvi riparo, e in vece continua come lotta di persone che non può condurre a niente di bene. Ho assistito alle evoluzioni dei partiti in questi primi momenti di vita della nuova Camera, e la mia posizione, il trovarmi cioè fuori della Camera, mi ha fatto guardare e giudicare le cose con maggiore imparzialità, e mi ha posto in grado di vedere meglio e più addentro poiché da Crispi e Spaventa, da Ricasoli a Ratazzi ho potuto ricevere le confessioni di tutti i partiti o i subpartiti... E bene? La mia convinzione che non vi ha in tutta questa lotta che una gara d’ambi zioni personali; di rancori e di odii si è confermata pienamente – Si ripete in parte un brano della Storia costituzionale della monarchia del Luglio, meno lo splendore della tribuna, e meno quel volpone di Re che era il perno intorno al quale si aggiravano gl’intrighi. Oggi poi succede una metamorfosi sui banchi della Sinistra che muove veramente a pietà. Il Mordini e il Crispi, visto che si avvicina il momento di afferare il potere, mutano di peso il loro programma; accettano quello del partito governativo che ha tenuto il potere in questi ultimi anni, e si contentano di dire, sia pure lo stesso programma che oggi accettiamo (non parlano più di iniziativa popolare, di opposizione all’alleanza francese... tutt’altro) noi riteniamo di poterlo attuare meglio di voi. Dunque levatevi di là, e lasciateci provare alla nostra volta. – A fronte di questa evoluzione voi ben capite che le avversioni personali, e gli odii si inferociscono. Come, dicono i Caporioni dell’antica maggioranza, tanto baccano, tante calunnie tanto fango gettato su di noi per venire poi ad una conclusione così meschina... Ma dunque avevamo ragione quando dicevamo che le vostre geremiadi, le vostre declamazioni non erano che una commedia, e sotto colore di patriottismo celavate delle ambizioni che agognavano a scavalcarci, e niente più. E come darvi la mano oggi che vi si svelate così meschinamente uomini piccoli, e... con quel che segue – Solo il Ricciardi e pochi altri seguitavano la commedia; il Mordini e il Crispi fanno appello al Rat[t]azzi e al Partito Piemontese, e gli dicono stringiamoci insieme, formiamo una maggioranza e avremo il governo. – Caro Verdi! Voi ben intendete che brutta posizione è fatta a chi si voglia tenere indipendente. Restare con i corifei dell’antica maggioranza, dividerne le posizioni, e per dispetto far opposizione come già la faceva la Sinistra? Ovvero associarsi a persone che non potete stimare? Ecco la bella posizione d’un Deputato che avrà le pretese (come ne ha il dovere) di non seguire che l’impulso del dove re. – Basta. Al riaprirsi della Camera, e sia o no deputato vi scriverò, e vi disegnerò le posizione nostra. – In tanto, e tanto è vero che, i giorni corrono rapidissimi, ecco che il Natoli e il Bianchi non sono più al Ministero. Vi succede il Berti, e il Napoli. Il primo lo conosco e gli raccomanderò il Pagliai; dell’altro (che è un napoletano) non ho mai udito parlare. Vi scriverò l’esito delle mie raccomandazioni che potrò tanto più efficacemente interporre poiché sono stato nominato membro del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, che ha parte diretta in tutte le materie d’insegnamento.eDall’indirizzo vostro rilevo che abitate in una delle più belle posizioni di Parigi. Oh voi felice –
Quando sarete a S. Agata verrò a trovarvi. Veggo spesso il barboned'Arrivabne, e ogni volta parliamo di voi e della Sr.a Peppina con affetto.
Se avete un’ora di tempo occupatevi di me. Mi diceste che avrei potuto acquistare a Parigi un pianoforte verticale per circa £ 1000, e vi offeriste a procurarmelo. Se credete che oggi, che sono a Firenze, la convenienza vi sia ancora (perché non conosco come si lavori costì a Firenze) incaricate uno dei molti che naturalmente vi saranno attorno a procurarmelo, ed a spedirlo. E per maggiore agevolezza, e meno incomodo vostro, fate che venga a Firenze il Pianoforte caricato del costo originario e delle spese mediante una tratta che pagherò qui a vista. Se per altro credete che anche a Firenze ci possa stare bene ditemelo; il bene si riferisce anche al prezzo. A Parma danno l’Africana con grande successo. Chi l’ha udita a Bologna mi assicura che sotto il rispetto della messa in iscena lo spettacolo a Parma è migliore.
Un ultima parola. Quando lascierete Parigi mi darete un cenno perché vi possa scrivere a S. Agata? Va benissimo. Vi saluto in tanto con tutto l’affetto e vi prego di riverire la S. Peppina e vivete felici. Aff. e vos. Piroli
Note
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Posseduto Insv
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Bibliografia
Carteggio Verdi-Piroli, a cura di Giuseppe Martini, Ed. nazionale dei carteggi e dei documenti verdiani, Parma, Istituto nazionale di studi verdiani, 2017, I, n. 97, pp. 117-119
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