Corrispondenza
Giuseppe Piroli a Giuseppe Verdi, 13/01/1866
Data
- Data
- [Firenze], 13 gennaio [1866]
Luogo di destinazione
- Luogo di destinazione
- [Genova]
Tipologia
- Lettera
Ubicazione presso il soggetto conservatore
- Ubicazione
- I-PAas
Trascrizione
-
13 gennajo
C. Verdi
Rispondo alla carissima vostra ultima. Il cambio del Collegio cui rappresenterò al Parlamento avrà per me il vantaggio che almeno gli elettori non pretenderanno che io vada fino al loro domicilio a recapitare le provviste delle quali, come deputato, mi davano commissione. Io sono contento del l’esito perché mi offre mezzo d’occupazione obbligata. Il Consiglio di Stato mi lascia tempo per tutto.
Ho visto l’Arrivabene. Oh che figura! Figuratevelo col suo capello bianco alla brigante, e sotto quella canizie giallognola che gli occupa tutta la faccia, e gli scende sul petto, e con un fazzoletto per difendere la testa dall’impropreri dell’aria... Mi pareva un reduce della Battaglia di Russia. Scherzi a parte il povero diavolo è stato malato e assai, ed è ancora in stato non buon.
Di politica nulla. Il Ministro si è chiuso in casa e sta elaborando i progetti di riforme economiche che intende proporre al Parlamento, il quale in tanto è prorogato di otto giorni. È da sperare che gli onorevoli intendano che nelle acque in cui navighiamo importa che il governo sia forte per potere procedere senza riguardi alla riforme economiche le quali debbono condurci al pareggiamento dei bilanci in un tempo più o meno lontano ma che importa sia stabilito, senza di che i nuovi aggravi saranno accolti assai male, e difficilmente sopportati. – Ma le ambizioni sono impazienti, e ogni giorno che passa non fa che accrescere la febbre che occupa i nostri futuri ministri della Sinistra collegati col partito municipale di Torino il quale è la causa principale dell’attuale crisi – Vi scriverò appena le cose si saranno disegnate con qualche certezza.
Vi ringrazio pel pianoforte. Sono indifferente quanto al legno; preferisco per altro quello che porterà spesa minore. Conoscete il mio desiderio: il pianoforte dev’essere verticale, anche perché io non saprei altrimenti dove collocarlo. Scrivetemi quando lascierete Parigi, salutatemi la s. Peppina e abbiatemi con schietta amicizia vos. aff. Piroli
Note
- Cronologia stabilita dall'edizione critica (v. sotto).
Posseduto Insv
–
Bibliografia
Carteggio Verdi-Piroli, a cura di Giuseppe Martini, Ed. nazionale dei carteggi e dei documenti verdiani, Parma, Istituto nazionale di studi verdiani, 2017, I, n. 99, pp. 123-124
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Giuseppe Piroli a Giuseppe Verdi, 13/01/1866
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