Corrispondenza

Giuseppe Piroli a Giuseppe Verdi, 19/11/1874

Data

Data
Roma, 19 novembre 1874

Luogo di destinazione

Luogo di destinazione
[Genova]

Tipologia

Lettera

Descrizione fisica

Un bifolio, due facciate e cinque righe scritte

Ubicazione presso il soggetto conservatore

Ubicazione
I-PAas

Trascrizione


                                                                                             Roma 19 nov. 1874
Caro Verdi

I giornali annunziano oggi la vostra nomina a Senatore del Regno, e quando riceverete questa mia sarà, credo un fatto compiuto. Tra le categorie nelle quali la Corona per disposizione dello Stato può scegliere i Senatori la più onorifica, e nella quale sono assai rare le nomine è quella delle persone che con servizi eminenti o meriti eminenti hanno illustrata la patria, ed è a questo titolo che vi sono aperte le porte dell’Alta Camera. È un atto già deliberato da più mesi, ma siccome trattasi di un atto eminentemente politico, e che si adempie quando si riconosce la convenienza di chiamarvi a farne parte nuovi Senatori è stato procrastinato fino ad oggi per comprendervi altri personaggi scelti nelle categorie degli ex deputati dei magistrati e di eminenti uomini politici tra i quali il Boncompagni. La nomina non vi obbliga (se non vi convenisse o vi disturbasse) a venire a Roma entro un tempo determinato, e potrete scegliere liberamente se e quando vi piacerà venire ad essere ammesso ed a prestare il giuramento. Vi sono senatori nominati da molto tempo e che non hanno ancora posto piede nell’Aula Senatoria; molti che dopo il trasferimento della Capitale non sono più comparsi alle Sedute del senato . Dunque sotto questo aspetto non vi dovrete dare alcun pensiero, ne preoccupazione punto . L’atto in se stesso onora il Governo e non può né deve essere sgradito da voi; nel mio particolare fo plauso al Governo, e mi congratulo con voi, il quale certo non avevate bisogno di questo attestato che emana direttamente dalla volontà del Re perché foste annoverato tra i pochissimi che o nelle Scienze o nelle Arti tengono il primato (e voi unico che volate sopra gli altri tutti come acquila) ma che ad ogni modo dovete sentire la compiacenza del vedervi fatto soggetto di una dimostrazione che nell’or dine politico è la più distinta che possa emanare dal Principe. Tutte queste premesse sono per concludere esortandovi a cacciare da voi qualunque pen siero tentasse di nascere entro di voi anche dal più lontano dubbio intorno all’accettare: occorrendovi notizie, o qualsiasi ufficio potessi qui adoperare per voi scrivetemi appena avrete letta nei giornali la notizia ufficiale e non mancherò di soddisfare a qualsiasi vostro cenno. In tanto lasciate che vi saluti ancora come collega al Parlamento: voi al Senato io alla Camera dei deputati a proposito della quale debbo ringraziarvi di avere portato anche voi il vostro voto all’urna, e attribuisco al vostro esempio lo avere questa volta i Bussetani vottato quasi all’unanimità per me. Dovrei scrivervi d’altro, e in particolare di quel mezzo balordo di Luccardi, ma lo farò altra volta. Dite tante cose per parte mia alla s. Giuseppina. Chi sa! Ora che la strada ferrata del littorale viene fino a Genova chi sa che, anche per distrarmi non dia una corsa costà. Ad ogni modo conservate mi la vostra amicizia ed abbiatemi sempre vos. affezionatissimo a Piroli. Mentre sto per chiudere la lettera Cantelli mi scrive: Verdi è stato nominato Senatore. Glielo partecipo questa sera. Dunque e di nuovo mi congratulo, e mi metto a vostra disposizione.

Note



Posseduto Insv


Bibliografia
Carteggio Verdi-Piroli, a cura di Giuseppe Martini, Ed. nazionale dei carteggi e dei documenti verdiani, Parma, Istituto nazionale di studi verdiani, 2017, I, n. 339, pp. 417-418

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Giuseppe Piroli a Giuseppe Verdi, 19/11/1874

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