Corrispondenza

Giuseppe Piroli a Giuseppe Verdi, 17/02/1889

Data

Data
Roma, 17 [febbraio 1889]

Luogo di destinazione

Luogo di destinazione
[Genova]

Tipologia

Lettera

Descrizione fisica

Un bifolio, due facciate e tre righe scritte

Ubicazione presso il soggetto conservatore

Ubicazione
I-PAas

Trascrizione


                                                                                                      Roma 17   
Carmo Verdi

Purtroppo le condizioni economiche in Italia, e per cause diverse nelle varie regioni sono tristi, e colpiscono crudelmente chi vive del lavoro giornaliero. Ultimamente sono state fatte due leggi che col tempo potranno dar buoni frutti (la legge che tutela le emigrazioni e la legge che rende obbligatoria la coltivazione delle terre incolte) ma in tanto, mentre sarebbe urgente qualche temperamento al malessere con provvedimenti adeguati, le condizioni finanziarie dello Stato, gli impegni internazionali, la permanente minaccia di una guerra costringono ad imporre maggiori aggravi i cui effetti pur troppo saranno risentiti in ultimo da chi vive alla giornata. Può essere che io sia pessimista, e vorrei che fosse ma... chi vivrà vedrà! Ora e per quanto appartiene agli ultimi deplorevoli disordini in Roma occorre ricordare che quando fu trasferita in Roma la Capitale si impresero lavori dallo Stato per uso dei diversi Ministeri; e strettamente necessari, con una spesa di parecchi milioni, e fino d’allora molti operai si trasferirono a Roma dalle varie parti d’Italia; poi si impresero dal Comune e dai privati opere stradali, e costruzione di nuovi quartieri, ed in vasta scala ma sopravvenne la crisi, mancarono agli imprenditori i mezzi che, fino ad una data misura, erano stati anticipati dagli Istituti di Credito, e ristretto il lavoro ne vennero le conseguenze inevitabili, riduzione dei salari, e mancanza di lavoro. E lo Stato? Lo Stato che aveva già divisato la costruzione di ingenti lavori (Palazzo del Parlamento, ecc.) e taluni già disposti per legge, volendo provvedere a coprire la deficienza di ossia disavanzo di circa 100 milioni ha proposto la sospensione dei lavori accennati, e ad un tempo, oltre altri spedienti, il ripristinamento di un decimo dell’imposta fondiaria ed altri aggravii. E non è tutto. I propugnatori della pace (molti in buona fede, pochi, forse, ma audaci ed a fini ben diversi) hanno anche in Roma fatti dei proseliti, e, come sempre, anche tra gli operai, ed in queste condizioni fu tenuta, coll’assenso del Governo un adunanza in pubblico detta degli operai disoccupati ma alla quale presero parte operai, e membri di associazioni politiche, e qualche onorevole ecc. La deliberazione presa fu di domandare al Governo lavoro. La risposta sarebbe stata che tra due giorni il Governo avrebbe deliberato e comunicato i provvedimenti; ma l’assemblea deliberò di non volere attendere ed sul fatto una notevole parte dei convenuti, evidentemente già preordinati, si divise in quattro bande ed il resto vi è noto. – L’ingiustificabile contegno del Governo e gli eccessi a cui si poterono spingere; come il Governo abbia messo a carico di un subalterno la responsabilità del fatto ecc. vi sono noti; e ieri la Camera, dopo tre giorni di discussione, ha espresso il voto di Fiducia al Ministero ed amen. – Vedremo nella prossima discussione dei provvedimenti finanziari quali risoluzioni saranno prese; intanto si afferma che non ostante la proposta di sospendere i lavori il Ministero abbia deliberato di mettere mano al Policlinico ed a qualche altro lavoro – Scrivetemi e ditemi della salute vostra e della s. Peppina. Io sono un po’ avariato. Spero che la primavera mi gioverà, e mi consentirà la mia gita a Genova. E di gran cuore addio
                                                                                                   vos. aff. Piroli
In questo momento mi annunziano il Muzio, che sta bene e vi saluta
                                                                                                           a P.

Note



Posseduto Insv
1 fotocopia (22/2)

Bibliografia
Carteggio Verdi-Piroli, a cura di Giuseppe Martini, Ed. nazionale dei carteggi e dei documenti verdiani, Parma, Istituto nazionale di studi verdiani, 2017, II, n. 669, pp. 866-867

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Giuseppe Piroli a Giuseppe Verdi, 17/02/1889

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