Corrispondenza
Giuseppe Piroli a Giuseppe Verdi, 12/11/1867
Data
- Data
- [Firenze,] 12 novembre 1867
Luogo di destinazione
- Luogo di destinazione
- [Sant'Agata]
Tipologia
- Lettera
Descrizione fisica
- Un bifolio, tre facciate scritte; sotto la data, a matita, di altra mano: «1867»
Ubicazione presso il soggetto conservatore
- Ubicazione
- I-PAas
Trascrizione
12 nov.
Cariss. mio Verdi!
L’altra sera fui a Bologna; a me pare che difficilmente si potrà riprodurre una esecuzione migliore, meno forse il tenore il quale ha alcune voci potenti, ma nel resto è irruginito; ha la lingua che non si presta a modulare le parole italiane e vien meno al suo compito. Sono profano, e giudico al l’ingrosso, e forse preocupato dell’impressione che questo Stigel, o Stigelli mi lasciò quando lo udii nel Guglielmo Tell. L’orchestra è sorprendente, e il vostro Mariani, detto il mago, è proprio un generale sul campo della vittoria. L’altra sera lo hanno voluto sul proscenio cogl’altri artisti; fuori una volta, poi un altra, poi la obbligata passeggiata da un capo all’altro del proscenio coi soliti inchini al pubblico plaudente, poi finalmente la comparsa a solo. Il Mariani, in mezzo alle due donne, era molto imbarazzato, pestava coi piedi le code alle signore, e da vero aveva più l’aria di un debutante, che per la prima volta riceve gli onori dell’applauso stando sul proscenio; in somma aveva perduto affatto quel suo piglio sicuro, e altero che dal seggio dell’orchestra vi ricorda il Cialdini a cavallo davanti un corpo d’armata. E della musica! davvero non saprei come parlarne a voi perché mi parrebbe di parlare di pittura col Tiziano, o di scultura col Duprè (almeno ho nominato un vivo): vi dirò solo che ho provato l’impressione che rare volte mi è occorsa nella lettura di un libro; vi hanno dei punti che vi colpiscono così fortemente e dei quali, quasi per intuizione, sentite l’altezza del concetto, e siete obbligato ad arrestarvi e a rileggere. Ma come si fa a rileggere in teatro. Fui fortunato che di qualche pezzo si domandò la ripetizione, ma pel resto sono partito con vivissimo desiderio di ritornare a Bologna per riudire almeno una volta l’opera così eseguita, perché temo che un complesso eguale non si avrà che assai difficilmente. Ma sapete che quasi quasi io mi insuperbivo di quegli applausi così generali, insistenti, e che pure erano l’effetto di sempre più matura inteligenza del vostro spartito, che ogni sera guadagna di più, se pure è possibile quanto può, quel pubblico inteligentissimo, lo risente: e in fondo in quella mia quasi vanitosa compiacenza v’era insomma il pensiero, e pur chi ha fatto tutto questo ti è amico personale. Così è, e me ne vanto: e dopo che vi ho conosciuto intimamente e che sono entrato nella vostra con fidente benevolenza, non mi ha più fatto il senso di esagerazione quello che il Giordani scriveva al Canova parlando dell’amicizia di cui lo onorava. Ma qui fo punto; e non voglio turbare la letizia di stare con voi (almeno con lettera) col parlarvi dei nostri gravi problemi... Addio addio a voi e alla Sr. Giuseppina, addio
vos. aff. Piroli
Note
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Posseduto Insv
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Bibliografia
Carteggio Verdi-Piroli, a cura di Giuseppe Martini, Ed. nazionale dei carteggi e dei documenti verdiani, Parma, Istituto nazionale di studi verdiani, 2017, I, n. 139, p. 164