Corrispondenza

Giuseppe Piroli a Giuseppe Verdi, 27/05/1866

Data

Data
[Firenze,] 27 maggio [1866]

Luogo di destinazione

Luogo di destinazione
[Sant'Agata]

Tipologia

Lettera

Descrizione fisica

Un bifolio, una facciata scritta; timbro a secco della Camera dei Deputati; sotto la data, a matita, di altra mano: «1866»

Trascrizione


                                                                                                       27 Maggio
Caro Verdi!

Non vi ho più scritto perché dall’oggi al domani mi prometteva di venirvi a vedere: in questi ultimi giorni poi ho avuta necessità di fermarmi perché mio figlio, il maggiore va a fare il suo dovere nelle file dell’esercito, e a me premeva di tenerlo fermo nel suo partito di non andare coi Garibaldini, ma d’arruolarsi nell’esercito regolare dove è più fatica, ma dove sono anche maggiori garanzie nei rapporti morali e politici. – Ora abbiamo quest’ultimo tentativo di impedire la guerra: il congresso si farà, ma tutti predicono che è un parto nato morto – Fo conto di venire nell’Emilia tra due o tre giorni, e non mancherò di dare una corsa a S. Agata e discorrendo insieme vedremo di misurare fin d’ora e di apprezzare insieme questo avvenire che ci corre incontro inesorabilmente, e che ci porta al gran passo di una soluzione definitiva delle cose nostre. Abbiatemi con tutto l’affetto, vostro e della Siga Peppina, aff° Piroli

Note



Posseduto Insv


Bibliografia
Carteggio Verdi-Piroli, a cura di Giuseppe Martini, Ed. nazionale dei carteggi e dei documenti verdiani, Parma, Istituto nazionale di studi verdiani, 2017, I, n. 116, pp. 143-144