Corrispondenza
Giuseppe Piroli a Giuseppe Verdi, 18/01/1875
Data
- Data
- Roma, 18 gennaio 1875
Luogo di destinazione
- Luogo di destinazione
- [Genova]
Tipologia
- Lettera
Descrizione fisica
- Un bifolio, una facciata e mezza scritte
Ubicazione presso il soggetto conservatore
- Ubicazione
- I-PAas
Trascrizione
Roma 18 genn. 1875
Carissimo Verdi!
Ieri sera andò sulla scena dell’Appollo la Forza del destino 1. Il teatro era pienissimo – La Sinfonia o introduzione fu eseguita stupendamente e ripetuta. La Stoltz al suo presentarsi ed il Masini furono applauditi, ma il Prologo fece capire che ne l’una ne l’altro erano in voce, ad ogni modo ebbero qualche segno d’applauso. Nel second’atto la Stoltz cantava a grande stento e con visibile sforzo, ma terminata l’aria si ritirò, e si chiuse la tela. L’avvisatore venne quindi ad annunziare che si sarebbero ommessi i pezzi nei quali entrava la s. Stoltz. Si riprese lo spettacolo e il Masini alla sua volta non riesce a cavare le note, si tocca la gola, e si ritira; altra calata della tela. Poi avviso al pubblico che l’opera non può continuare, e chi non vuol restare al ballo ricuperi il danaro speso e se ne vada. Tutti ci ripromettevamo una magnifica se rata, e siamo stati delusi. Speriamo che il tempo che ora si è fatto bello porti rimedio alle gole dei cantanti, e che le cose si avviino meglio. L’orchestra e le masse non lasciano nulla da desiderare. Il Nicolini è un tenore sorprendente per voce e metodo di canto; come artista sulla scena negli Ugonotti non vale il Tiberini, ma che bella voce!! Dell’Aida si dicono grandi cose , ora bisogna che la Stoltz non si avventuri a ripresentarsi se non è nella pienezza dei suoi mezzi, e ritengo che lo farà – Vengo all’onore. Senatore. Il Senato non sarà aperto che dopo il Carnevale perché non ha lavoro pronto; ho verificato che medaglia e libretto ferroviario non si danno che dopo prestato il giuramento perciò non ho potuto spedirveli come mi proponevo. Del resto nulla di nuovo. Si aspetta Garibaldi, e non si ha altra preoccupazione che di qualche discussione incomposta e di qualche scappata delle solite del nostro Eroe. Vedremo. Io spero che al riaprirsi del Senato verrete a Roma. L’Aida sarà già sulle scene, e non avrete la seccatura da voi tanto atterrita, ne le noie d’intervenire alle prove come essendo qui non potreste forse ricusarvi d’assistervi ad alcuna. Addio cariss. Verdi; io sto discretamente ma non benissimo. Scrivetemi e salutatemi affettuosamente la s. Peppina della quale come di voi aspetto notizie
addio e di nuovo vos. a Piroli
Note
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Posseduto Insv
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Bibliografia
Carteggio Verdi-Piroli, a cura di Giuseppe Martini, Edizione nazionale dei documenti e dei carteggi verdiani, Parma, 2017, I, n. 351, pp. 432-433
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Giuseppe Piroli a Giuseppe Verdi, 18/01/1875
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