Corrispondenza

Giuseppe Piroli a Giuseppe Verdi, 20/02/1875

Data

Data
Roma, 20 febbraio 1875

Luogo di destinazione

Luogo di destinazione
[Genova]

Tipologia

Lettera

Descrizione fisica

Un bifolio, due facciate e sei righe scritte

Ubicazione presso il soggetto conservatore

Ubicazione
I-PAas

Trascrizione


                                                                                      Roma 20 febb. 1875

Caro Verdi!

Non vi ho scritto del grande successo dell’Aida perché telegrammi e lettere da più persone ve ne avranno ragguagliato; anche il Luccardi che mi era vicino di posto, deve avervi telegrafato. La Pozzoni è spossata e più la voce ed eseguisce la parte di Amneris come se fosse la Medea – ad ogni modo ha riscosso grandi applausi. Nicolini non può aver chi lo superi, la Stoltz di pari sua è pure applauditissima. Ma... all’indomani ha avuto una leggera febbre, e si è trovata più che della gravità del male costretta da motivi diversi a chiedere lo scioglimento del contratto. Io non mi era mai presentato alla sr. Stoltz, nel dubbio di riuscirle importuno, ma ella si è ricordata di me, e mi ha fatto chiamare. Tutto considerato inclinavo a ritenere che le convenisse sospendere ogni determinazione, e dopo due giorni di riposo ripresentarsi sulla scena, tanto più che il prof. Bacelli suo medico, e collega mio alla Camera 6, mi assicurava trattasi di una indisposizione leggierissima ed aggiungeva non avrebbe mai potuto relazionare un attestato di malattia, ad ogni modo e ben conoscendo come un artista non ha soltanto bisogno di essere in salute, ma ancora e principalmente di sentirsi sicuro dei propri mezzi, e libero di ogni preocupazione che lo tenga a disagio non poteva venire ad altra conclusione che di lasciare la s. Stoltz arbitra e giu dice del partito che meglio le convenisse; e di fatto si è decisa a sciogliersi da ogni impegno; la sua parte, assenziente Ricordi, sarà assunta dalla Visiach, la Pozzoni seguiterà a essere una vecchia Amneris... Ho riveduto oggi la s. Stoltz, la quale ritenendosi ora mai pienamente liberata (salvo il venire a formale stipulazione intorno alla quale occorrendo ricorrerà al mio consiglio) è pienamente ristabilita tanto è vero che il suo malessere era più morale che fisico.
   E voi cosa vi proponete di fare? Per quanto l’esito dell’Aida sia stato splendidissimo dubito forte che possiate trovare le cose quali le avreste volute se vi foste trovati in Roma; e ritengo ancora che l’Usiglio marianeggi un poco, e si arbitri di prendersi qualche licenza che voi certamente non tollerereste mai. Ma quì si aspetta e spera e si invoca la vostra venuta. Sanno che dovete venire al Senato, e credono che la Stagione non terminerà senza che diate costì una gita. – Ed anche il Senato vi attende per il giuramento; interrogato da qualche senatore se è probabile che veniate costì, perché ove la vostra gita fosse prossima si aspetterebbe a stampare l’Elenco dei Senatori onde non mettere al vostro nome la annotazione = non ha ancora prestato giuramento, ho risposto di non saperlo, ma che darò una risposta quanto prima – Ditemi dunque come devo regolarmi – Ricorda temi alla s. Peppina ed abbiatemi vos. aff.
                                                                                             a Piroli

Note



Posseduto Insv


Bibliografia
Carteggio Verdi-Piroli, a cura di Giuseppe Martini, Edizione nazionale dei documenti e dei carteggi verdiani, Parma, 2017, I, n. 352, p. 435

Media

Giuseppe Piroli a Giuseppe Verdi, 20/02/1875

Relazioni

Appartiene a