Corrispondenza
Giuseppe Piroli a Giuseppe Verdi, 13/04/1889
Data
- Data
- Roma, 13 aprile [1889]
Luogo di destinazione
- Luogo di destinazione
- [Genova]
Tipologia
- Lettera
Descrizione fisica
- Un bifolio, una facciata e mezza scritta, con busta affrancata (20 cent.); sotto la data, a matita, di altra mano: «1889»; sul recto della busta, a matita, di altra mano: «Cavour»
Ubicazione presso il soggetto conservatore
- Ubicazione
- I-BSAv
Indirizzo (busta)
- All’Ill° Maestro / Comsup>e Giuseppe Verdi / Senatore del Regno / Genova
Timbri postali
- ROMA FERROVIA / 13 / 4-[89] / 3 S
GENOVA / 14 / 4-89
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Trascrizione
Roma 13 aprile
Camo Verdi
Il Monteverdi mi portò i vostri saluti e vi ringrazio di avermi aperta la via a tenermi in rapporti cordiali con l’Illustre scultore. La vostra ultima mi dice che siete alla vigilia di recarvi alla tranquilla pace di S. Agata ed io resto colla speranza di stringervi la mano a Montecatini. La mia salute avariata mi costringe ad avermi dei riguardi, ed in effetto non esco di casa se non nei giorni che debbo presiediere la Sezione mia , ma mi lusingo che se verrà la buona stagione (per ora e da più mesi abbiamo una alternativa continua di pioggia tempesta e venti e sempre con temperatura invernale!) anche la salute si rimetterà in condizioni normali. A giorni vi scriverò intorno alla vertenza della dichiarazione di provincialità della Strada del Ponte nuovo sull’Ongina alla provinciale di Piacenza, ma il risultato non è favorevole all’intento dell’egregio s. Sindaco. – In questi giorni è uscito ed ho letto le Nouvelles lettres inedites del Cavour dirette a Emilio Rüe dal 29 luglio 1836 al 28 maggio 1861 nel qual giorno ebbe luogo la discussione alla Camera sui volontari italiani piena di incidenti spiacevoli, ed il Cavour rattristato cadde malato e dopo otto giorni morì!! Queste lettere hanno una importanza notevole perché, mentre si occupano specialmente di materia bancaria e per quanto appartiene alla politica si limitino a brevi cenni, segnano il successivo svolgersi del concetto politico del grande statista che ha poi potuto attuarsi dai suoi successori. Come accade sempre in quelle pubblicazioni non si ha cura di ommettere giudizi od imprecazioni che lo stesso autore delle lettere sconfesserebbe ma l’ambizione di chi le pubblica non ha ostacoli. Io non ho ancora visto un diario che abbia dato notizia di questa pubblicazione, ma non credo che mancherà chi toccherà questo argomento, e metterà in evidenza anche le apparenti contraddizioni che in effetto non sono se non lo svolgimento del pensiero politico a cui tutti i partiti nazionali hanno portato il loro contingente e, per vie diverse, ad un medesimo intento. E ritornando all’argomento (cioè di alcuni imprecazioni e giudizi) è certo che il Cavour non avrebbe mai consentito che si pubblicasse Mazzini meriterait d’être pen du haut et court! (1857); e così di Gioberti e di altri rispetto ai quali, e come è naturale nelle vicende politiche, i giudizi sono anche contradditorii. Mio Caro Verdi conservatemi la vostra aff. amicizia salutate cordialmente per me la s. Peppina ed abbiatemi sempre il vostro vecchio ad af. Piroli
Note
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Posseduto Insv
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Bibliografia
Carteggio Verdi-Piroli, a cura di Giuseppe Martini, Ed. nazionale dei carteggi e dei documenti verdiani, Parma, Istituto nazionale di studi verdiani, 2017, II, n. 674, p. 874
Media




Giuseppe Piroli a Giuseppe Verdi, 13/04/1889
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