Manifesto

Popoli delle Romagne. Proclama di Massimo d'Azeglio. Torino, 28 luglio 1859

[VUOTO]

Dimensioni

Supporto
Cartaceo
Unità di misura
cm
Altezza
58
Larghezza
42

Data

Data
28/07/1859

Descrizione del soggetto rappresentato

Il documento riproduce il proclama "Popoli delle Romagne", sottoscritto da Massimo d'Azeglio e datato Torino, 28 luglio 1859, pochi giorni dopo l'armistizio di Villafranca, che pose fine alla seconda guerra d'indipendenza tra il Regno di Sardegna e l'Impero austriaco. Rivolto alle popolazioni delle Romagne, il proclama affronta la delicata situazione politica apertasi dopo la conclusione del conflitto, invitando i cittadini a mantenere l'ordine e a perseguire con fermezza, ma senza disordini, il processo di unificazione nazionale. Nel testo, d'Azeglio richiama il mandato ricevuto da Vittorio Emanuele II quale Commissario regio nelle Province dell'Emilia, rassicurando le popolazioni circa l'impegno del governo piemontese a sostenere, anche sul piano diplomatico internazionale, le aspirazioni delle province che avevano scelto di sottrarsi al dominio pontificio. Il proclama esorta inoltre a evitare divisioni interne e azioni rivoluzionarie, sottolineando come la causa dell'indipendenza dovesse affermarsi attraverso la concordia civile e il riconoscimento del diritto dei popoli all'autodeterminazione. Il documento si colloca in una fase decisiva del Risorgimento italiano. Dopo la ritirata delle truppe pontificie e la costituzione dei governi provvisori nelle Legazioni, le popolazioni di Bologna, Ferrara, Ravenna e Forlì manifestarono la volontà di unirsi al Regno di Sardegna. Le indicazioni contenute nel proclama anticipano il percorso che avrebbe condotto ai plebisciti del marzo 1860, attraverso i quali le Romagne sancirono ufficialmente l'annessione al nascente Regno d'Italia. Pur non riferendosi direttamente a Giuseppe Verdi, il documento appartiene al contesto storico e politico nel quale maturò la sua vicenda umana e artistica. In quegli stessi anni il compositore partecipò attivamente alla vita pubblica del Paese, condividendo gli ideali del movimento nazionale e divenendo una delle figure simbolo del Risorgimento. La celebre diffusione dell'acronimo "VIVA VERDI", interpretato come "Viva Vittorio Emanuele Re D'Italia", testimonia il forte valore patriottico che il nome del compositore assunse nell'immaginario collettivo dell'epoca.

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Popoli delle Romagne. Proclama di Massimo d'Azeglio. Torino, 28 luglio 1859

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