Corrispondenza
Giuseppe Piroli a Giuseppe Verdi, 31/07/1880
Data
- Data
- Roma, 31 luglio [1880]
Luogo di destinazione
- Luogo di destinazione
- [Sant'Agata]
Tipologia
- Lettera
Descrizione fisica
- Un bifolio, due facciate e tre quarti scritte; sotto la data, a matita, di altra mano: «1880»
Ubicazione presso il soggetto conservatore
- Ubicazione
- I-PAas
Trascrizione
Roma 31 agosto anzi luglio
Caro Verdi!
Ritorno da Firenze dove ieri ho condotta una mia figlia, e trovo la cariss. vostra delli 27 che si è incontrata coll’ultima mia in cui vi scriveva appunto del Corticelli . Dalla vostra risulterebbe che le notizie dei giornali intorno alla missione che Corticelli faceva credere avere ricevuto da voi non era no esatte; comunque sia, e poiché una circostanza veramente eccezionale vi è che a quell’ora si trovino sul luogo due persone che salvano la vita di un uomo che deve aver preso le sue precauzioni per non fallire il disperato suo intento, dirò con Platone che conviene tener conto dell’intervento della Provvidenza che non ha voluto che sia consumato l’attentato. Veramente Platone parla di chi tenta di uccidere un terzo, e per caso fortuito non gli riesce di perpetrare il misfatto; ma congruamente può ben applicarsi anche al suicidio. Ora io non posso che confortarvi nel proposito di fare qualche cosa per soccorrere il Corticelli, ed a mio vedere il partito migliore nell’inte resse stesso di Mauro (escluso affatto, come bene avvertite, il soccorso di una somma per una volta tanto) sarebbe che, senza assumere nessun impegno né rispetto al quanto, né rispetto al tempo (cioè a dire al continuare più o meno a sussidiarlo) col mezzo di persona fidata gli faceste tenere mensilmente e anticipatamente una sovvenzione rispondente a un dodicesimo dell’assegno che vi paresse di potergli sovvenire in un anno 2; ma ripeto senza impegno, ed anche verso la persona che fosse incaricata, con esplicita dichiarazione che valga a persuaderecheil Corticelli che non potrà farvi assegnamento nella sua condotta futura, ed abusare della vostra liberalità. L’argomento è delicato, e di presenza potrebbe essere ventilato e discusso; io non posso lasciar Roma per tutto l’Agosto,e anticipea S. Agata verrei al 1 di Settembre, poiché il poco che debbo sbrigare a Parma lo posso posporre senza alcuna difficoltà, e per me è gia cosa carissima l’anticipare il tempo di godere della vostra ospitalità. Per ora non veggo partito migliore di questo che vi accenno. La s. Peppina ha giovato moralmente il Corticelli, saldando il conto dell’Albergo; poiché certamente l’Albergatore sarebbe andato colla testa rotta; ma giova prevenire possibilmente che Mauro ne tragga partito e possibilmente impedire una ricaduta, non volendo tacervi che l’essersi il Corticelli indirizzato senz’altro alla Sr. Peppina mi fa temere che egli aspetti più di quanto sotto ogni aspetto dovrebbe ragionevolmente confidare d’ottenere dalla beneficenza dei suoi vecchi amici, dopo l’abuso che ha fatto della loro piena fiducia. – Addio Caro Verdi, scrivetemi, e intanto penserò anch’io se e quale altro partito più conveniente fosse preferibile. Addio ad. a voi ed alla s. Peppina
vos. a Piroli
Note
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Posseduto Insv
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Bibliografia
Carteggio Verdi-Piroli, a cura di Giuseppe Martini, Ed. nazionale dei carteggi e dei documenti verdiani, Parma, Istituto nazionale di studi verdiani, 2017, II, n. 472, pp. 673-674
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Giuseppe Piroli a Giuseppe Verdi, 31/07/1880
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