Corrispondenza
Giuseppe Piroli a Giuseppe Verdi, 25/07/1865
Data
- Data
- Parma, 25 luglio 1865
Tipologia
- Lettera
Descrizione fisica
- Un bifolio, due facciate e nove righe scritte
Ubicazione presso il soggetto conservatore
- Ubicazione
- I-BSAv
Trascrizione
Parma 25 luglio 1865
Caro Verdi
Nel 28 giugno, e così quasi alla vigilia dell’inserzione nella Gazzetta ufficiale del relativo decreto, ebbi annunzio della mia nomina a Consigliere nel nuovo Consiglio di Stato. Come con Pisanelli, così con me il Lanza stimò di doversi senza più proporre senza consultarci innanzi, e così rese più imbarazzante per noi la scelta. Io risposi tosto ringraziando, ma prendendo tempo a riflettere; scrissi che se fossi stato interpellato prima avrei declinato l’onore offertomi, che ad ogni modo si trattava per me di una decisione grave, e che a fronte del fatto che la mia nomina era già pubblicata io mi riservava a decidermi dopo maturo esame; e dopo avere lungamente esitato ho finito per appigliarmi al partito peggiore (pur vedendo il meglio) ed ho accettato. Dunque sono Consigliere di Stato. È inutile che vi esponga qui il pro ed il contro; inutile che vi dica che sotto il rispetto dell’interesse pecuniario io fo un sacrifizio non lieve, e vi dirò sol tanto che il movente principale è stato il non avere io avuto la forza di staccare i piedi da questa maladetta pece della vita pubblica. Alla vigilia delle elezioni sento che assai difficilmente avrei rinunciato alla deputazione se i miei elettori mi avessero confermato, e d’altra parte il continuare nello strapazzo e nella fatica dei passati anni di fare cioè il profess. e l’avvocato a Parma e il deputato a Firenze mi sarebbe stato quasi impossibile. Come Consigliere di Stato resto eleggibile, porto la famiglia a Firenze, mi procuro maggiore quiete, e mi riunisco coi figli. Con questa storia non intendo, mio Caro Verdi, di avere risposto pienamente alla carissima vostra di ieri, né di rinunziare al piacere di passare qualche giorno con voi a S. Agata. Se mi sarà possibile verrò anzi tra il 5 e il 9, se no verrò verso la fine del mese se pure saprò che non sia nei progetti vostri di lasciare per ora S. Agata, e vi scriverò ad ogni modo. In tanto mi trovo in una posizione singolare a Parma come un negoziante che abbia scritto sulla porta Negozio in liquidazione; vado a Torino, per le sedute settimanali, perché il Consiglio di Stato non passa a Firenze che nell’ottobre, e poi a Torino ho le figlie che esciranno ai 15 agosto e debbo pensare a Firenze dove mi tocca di procurarmi lo alloggio. – Vi ringrazio tanto tanto della gentile vostra e vi saluto con tutto l’affetto.
Vostro, e della Sr. Peppina aff. a. Piroli.
Note
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Posseduto Insv
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Bibliografia
Carteggio Verdi-Piroli, a cura di Giuseppe Martini, Ed. nazionale dei carteggi e dei documenti verdiani, Parma, Istituto nazionale di studi verdiani, 2017, I, n. 78, pp. 88-89
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Giuseppe Piroli a Giuseppe Verdi, 25/07/1865
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