Corrispondenza
Giuseppe Piroli a Giuseppe Verdi, 02/06/1868
Data
- Data
- [Firenze,] 2 giugno [1868]
Luogo di destinazione
- Luogo di destinazione
- [Sant'Agata]
Tipologia
- Lettera
Descrizione fisica
- Un bifolio, due facciate; timbro a secco del Consiglio di Stato; sotto la data, a matita, di altra mano: “(1868)”; tratto a matita a margine della porzione di testo «indomani... siano andate»
Ubicazione presso il soggetto conservatore
- Ubicazione
- I-PAas
Trascrizione
2 giugno
Carissimo Verdi
Ricevo la vostra 30 che voi avete scritto con tanto precipizio da farla quasi illegibile; ma con un po’ di pazienza lo letta da capo a fondo, e mi tornate tanto più caro. Non oso entrare nell’argomento, a cui sono profano, ma sottoscrivo pienamente alle vostre osservazioni. Dalla vostra lettera rilevo (perché non me ne fate cenno) che non avete ricevute due mie lettere. Una tutta scarmigliata e lunghissima che rispondeva alla vostra penultima, una seconda che all’indomani vi spedì con separati il numero dell’Opinione col l’articolo Brogliano . Che siano andate perdute? Me ne spiacerebbe perché la prima bestemmiava di gran cuore, e non sarei in caso di ripeterle perché il tempo, come sempre accade mi ha calmato; Non avendo avuto riscontro scrissi a Carrara per sapere se eravate ritornato a Genova, ma Carrara non mi ha risposto! Oh che? La posta ha perduta forse la strada di Busseto? In somma, se questa vi arriverà, scrivetemi, e così io avrò in una due soddisfa zioni, la prima di essere assicurato che le lettere le avete ricevute, l’altra di ricevere una vostra che mi arriverà, come sempre quale una vostra visita. Io dovrei essere a Parma venerdì o sabbato, ma non ho il corraggio di scrivervi che vi sarò di certo nel dubbio che, per qualche impensato accidente ne fossi impedito, e voi gettaste a vuoto una gita a Parma. Vi ringrazio di cuore della buona intenzione, e ad ogni modo per norma vi scrivo che io prenderò alloggio alla Croce Bianca, e che prendo stanza (avendo ancor a Parma una parte dei miei libri) in casa Pettorelli Strada dei Genovesi. Addio carissimo Verdi, e di gran cuore vos. aff. a. Piroli.
Sigra Peppina, mi permetta che scriva una parola al suo indirizzo per ricor darmi alla sua cortese benevolenza, e per dirle che mi obbligo formalmente a venire a S. Agata appena io possa avere alcuni giorni di riposo, e togliermi da questi avvolgimenti della politica e dell’amministrazione che da vero ho paura finiscano per farmi perdere l’umor allegro che già gli anni hanno per bene mo derato. Si conservi in salute, e mi abbia con reverente ed affettuosa stima suo a. Piroli
Note
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Posseduto Insv
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Bibliografia
Carteggio Verdi-Piroli, a cura di Giuseppe Martini, Ed. nazionale dei carteggi e dei documenti verdiani, Parma, Istituto nazionale di studi verdiani, 2017, I, n. 148, pp. 180-181
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Giuseppe Piroli a Giuseppe Verdi, 02/06/1868
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