Corrispondenza
Giuseppe Piroli a Giuseppe Verdi, 24/04/1872
Data
- Data
- [Roma,] 24 aprile 1872
Luogo di destinazione
- Luogo di destinazione
- [Sant'Agata]
Tipologia
- Lettera
Descrizione fisica
- Un bifolio, una facciata e mezza; timbro a secco della Camera dei Deputati
Ubicazione presso il soggetto conservatore
- Ubicazione
- I-PAas
Trascrizione
- 24 aprile
1872.
Caro Verdi!
Mi sono congratulato coi nostri bravi parmigiani perché si sono fatto onore onorando voi nel miglior modo che potevano, e mi congratulo dell’atto spontaneo del Re che pure, nell’occasione di questo vostro stupendo lavoro, ha voluto darvi un segno di quell’ammirazione che tutta Italia vi professa. Io mi propongo di venire a Parma ad udire ancora l’Aida che anche gli amici che l’hanno udita a Milano mi assicurano non lascia nulla a desiderare sotto ogni aspetto; voi solo siete in grado di decidere se l’amore del natio luogo non li porti ad esagerare; se però è vero che il tenore sia in quest’opera al di sotto del Fancelli, e per poco che l’orchestra abbia corrisposto all’importanza del suo compito intendo che la diversità non potrà essere grande come veggo che è stato eguale il successo. Mando questa mia a S. Agata, ma sono incerto se vi troverà costà o a Genova. So che il Correnti, o meglio il Ministero intende chiamarvi nel Senato; e faranno bene; né questo disturberà voi perché non vi obbligherà a recarvi alla capitale se non quando vi parrà, ed avrete tempo; e però cheme faràa tutto privatamente parlando, questo farà grande piacere a me al quale sarà così in prospettiva l’occasione di vedervi qualche volta di più, e ne avrei bisogno perché qui sono assolutamente isolato, e non ho a cui aprire l’animo mio che non è sempre sereno. Addio cariss° Verdi, ricordatemi alla s. Peppina, salutate il Corticelli e abbiatemi sempre vos. aff. Piroli