Corrispondenza
Giuseppe Verdi a Vincenzo Luccardi, 26/02/1876
Data
- Data
- Genova, 26 febbraio 1876
Luogo di destinazione
- Luogo di destinazione
- Roma
Tipologia
- Lettera
Descrizione fisica
- Un bifolio, tre facciate scritte
Ubicazione presso il soggetto conservatore
- Ubicazione
- I-Rli
Trascrizione
Genova 26 Feb 1876
Car Luccardi
Io non dovrei dirti, assolutamente nò, la mia opinione sulla fotografia che tu m’hai mandata perché non vorrei, che per amicizia tu credessi alle mie parole, e tu facessi, seguendo il mio consiglio una corbelleria. Bada bene che in Arte è sempre una corbelleria seguire il parere altrui. L’artista deve sempre fare quello che sente e pensa... Lui... Hai capito? – Al vedere questo gruppo però io mi sono domandato: Perché scegliere un soggetto che non ha significato?... Io capisco Cleopatra che è nome famoso... Ma Aida non esiste?...
Più perché aggrupparli in quel modo che rammenta in lontano (ben in lontano se vuoi) ma pure rammenta la scena del Diluvio?. Non era meglio stendere la Donna per terra, morta, e Lui inginocchiato che la sostiene, od in atto di preghiera?
Aggiungo infine che nella figura dell’uomo parmi non vi sia né dolore né dispe razione.
Ed ora sei contento d’avermi forzato a dirti questo monte di Sentenze? Bel gusto? Chiudo col dirti come sopra: L’artista deve fare quello che sente e pensa... Lui!
Addio Felici voi altri che vi divertite!. Sento che il Teatro non và bene... Fatalità fatalità!!...
Cos’è sinceramente, la musica della Dolores.
Ad
Af.
G.Verdi
Note
- –
Posseduto Insv
1 fotocopia (n. 22/49)
Media



Giuseppe Verdi a Vincenzo Luccardi, 26/02/1876
1 / 3