Corrispondenza
Giuseppe Piroli a Giuseppe Verdi, 18/10/1868
Data
- Data
- [Firenze,], 18 ottobre 1868
Luogo di destinazione
- Luogo di destinazione
- [Sant'Agata]
Tipologia
- Lettera
Descrizione fisica
- Un bifolio, tre facciate scritte; il Promemoria in altro foglio, due facciate scritte. Le parole «al vostro uomo» aggiunto sul bordo destro della seconda facciata, ruotato di 90° in senso antiorario, con richiamo nel testo
Ubicazione presso il soggetto conservatore
- Ubicazione
- I-BSAv
Trascrizione
18 ott. 1868
Carissimo Verdi
Non mi è stato possibile procurarmi le notizie per avere le fedi di morte della vostra prima moglie; ma per questo non vi è urgenza, e se avete modo di procurarvele bene; se no provvederemo a suo tempo. – Ora eccovi una domanda. Per dar luogo all’atto di notorietà, e nel modo inteso tra noi converebbe che io mi recassi prima a Cortemaggiore ad intendermi con quel pretore e ritornarci poscia coi testimoni secondo il preso accordo. Ma io sono costretto a trovare tutti modi per abbreviare al possibile la mia assenza. Per questo parrebbe a me che sarebbe meglio che io da qui andassi diretta mente a Cortemaggiore, da dove verrei a S. Agata, e all’indomani potrei intendermi coi testimoni (la vostra presenza non è necessaria) e così in un pajo di giorni ci spiccieremmo di questo primo atto. Io penso che l’itinerario dovrebbe essere da Fiorenzuola a Cortemaggiore, e da Cortemaggiore a S. Agata. Io potrei aFireFiorenzuola trovare un mezzo di trasporto: potreste voi stesso mandare là la vostra caretella ad un cavallo. Ditemi in proposito quale sia il partito più agevole, perché non conosco le distanze = Quanto ai testimoni riterremo le persone già tra noi intese; ma queste anche per guardagnar tempo dovrebbero essere prevenute in tempo. Quanto al Corticelli e b al vostro uomo b non v’è bisogno. Ma il Canonico e il Carrara anche perché possano tenersi pronti pel giorno stabilito ed anche per non incontra re difficoltà all’ultimo momento gioverà di parlarne prima. Debbo farlo io direttamente, per lettera; volete farlo voi stesso (nel qualcaso potrete valervi del promemoria che vi accludo e che vi servirà per pensar bene il da farsi) parlando sia al Canonico sia al Carrara. Rispondetemi, vi prego, al più presto; sempre, si intende, che persistiate nel desiderio di regolare questo affare prima di lasciare S. Agata in quest’anno.
Ho fatta ricerca inutilmente delle poesie che desiderate, e del periodico nel quale sarebbero state riferite altri canti, o poesie toscane . Ho consultato anche la raccolta dei Canti popolari toscani, corsi illirici e greci fatta dal Tommaseo che, nel primo volume, riporta i Canti Toscani ma ho visto che quella del Tigri di molto posteriore alla raccolta Tommaseo che è del 1841, riporta quasi tutti quelli che il Tommaseo aveva già stampati. Percorrendo la raccolta del Tigri avrete visto che vi hanno moltissimi pensieri staccati, e compresi in tre o quattro versi (che vanno sotto nome di Stornelli o di Rispetti). Anche il Tommaseo li ha prodotti nella sua raccolta che avrei potuto mandarvi, ma che non può convenirvi, se non vi giova quella del Tigri. Ad ogni modo non dispero di contentarvi, e mi sono raccomandato a chi può riescire a trovarmi i versi che mi hanno detto esservi, e farò di mandarveli subito. Addio caro Verdi riverite la S. Giuseppina, salutate il Corticelli, e vogliatemi bene.
vos. aff. Piroli
P. S. Quello che in tanto dovete procurarvi sono le fedi di nascita vostra, e della
Sr Giuseppina. Unisco il promemoria di cui sopra. Ma meglio riflettendo forse è
più conveniente che ne scriva io stesso direttamente al Canonico, ed al Carrara;
e a voi più commodo perché vi dispensa dal tenere con due persone un discorso
al tutto confidenziale. Scrivendo io, ne parlo come di cosa la quale io conduco
per incarico avuto dalla vostra amicizia, e accomodo il linguaggio alla diversa
qualità delle persone a cui scrivo. Ad ogni modo aspetto un vostro cenno.
Promemoria
Il Cav. Verdi e la s. Giuseppina Strepponi si univano in matrimonio nel
1859, e la loro unione era benedetta da un Sacerdote della diocesi di
Ginevra recatosi a tale scopo in un villaggio della Savoja.
Quel matrimonio contratto colle forme del Concilio di Trento non poteva
avere effetto civile perché il Verdi era suddito parmense e, per la
legislazione d’allora, la validità del matrimonio dipendeva dall’osser-
vanza delle sollennità prescritte dalla Chiesa e dal Codice Civile. Nel
desiderio di regolarizzare la rispettiva posizione loro anche nei rapporti
civili il C. Verdi e la s. Strepponi intenderebbero ora procedere a
contrarre il matrimonio civile secondo le prescrizioni del vigente codice.
E per evitare le pubblicazioni che, nel caso, sarebbero veramente una
formalità inutile impetrerebbero il decreto di dispensa delle medesime
a termini dell’art. 78 del Cod. Civ.
Per ciò è necessario che si muniscano di un atto di notorietà che deve
farsi davanti al pretore del loro Mandamento (Cortemaggiore) median-
te cinque testimoni i quali dichiarino con giuramento
1° di ben conoscerli
2. di assicurare sulla loro coscienza
1.° Che non sono vincolati da matrimonio precedente che impedisca
loro di contrarre il matrimonio civile che intendono stipulare
2.° Che non sono vincolati tra essi né in linea retta né in linea col
laterale in qualsiasi grado di consanguineità
3.° Che non sono rispettivamente né adottante né adottato
4 Che non sono interdetti
5. Che non furono mai tratti in giudizio criminale
Note
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Posseduto Insv
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Bibliografia
Carteggio Verdi-Piroli, a cura di Giuseppe Martini, Ed. nazionale dei carteggi e dei documenti verdiani, Parma, Istituto nazionale di studi verdiani, 2017, I, n. 16, pp. 195-198
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