Corrispondenza
Giuseppe Piroli a Giuseppe Verdi, 09/11/1869
Data
- Data
- [Firenze,] 9 novembre [1869]
Tipologia
- Lettera
Descrizione fisica
- Un bifolio, tre facciate e mezza scritte; sotto la data, a matita, di altra mano: «1869»
Ubicazione presso il soggetto conservatore
- Ubicazione
- I-PAas
Trascrizione
9 novembre
Caro Verdi!
Ricevo la vostra carissima. mi sorprende che non abbiate potuto dar corso all’operazione in prò della figlia del Piave; la Nazione ha parlato della donazione al Piave come di cosa fatta. Circa alla difficoltà incontrata dal Corticelli per la tassa di registro ricorderete certamente che io ve ne aveva parlato e vi diceva che avendo avuta occasione di fare una operazione simile per la casa Sforza aveva dovuto superare lo stesso ostacolo. Se mai verrete nella determinazione di ritornare a tentare quella via, mi offro di fare altrettanto per voi, o dirò meglio, per la famiglia Piave a vantaggio della qua le si procederebbe all’atto. Quando la dichiarazione di trasferimento della rendita e di vincolo si facesse a nome della madre la difficoltà non sarebbe eliminata in massima, ma la tassa non sarebbe più che del 1,20 per cento. L’ultimo partito (di pagare in tanto il frutto e obbligarvi a pagare il capitale quando la donataria avrà 25 anni) ha innanzi tutto questo di rilevante a fronte dell’altro di costituire una rendita in fondo pubblico, che cioè obbligherebbe voi, o i vostri eredi, a pagare in denaro il capitale effettivo, e non sottrarrà i vostri eredi (poiché fate l’ipotesi della premorienza vostra quod Deus avertat) di pagare la tassa di registro dovendosi allora di necessità pro palare il debito, e la causa del medesimo. Onde è che a mio parere val meglio tentare innanzi tutto di dar corso alle cose come io aveva proposto, e quando non si fosse a meno sottostare alla tassa di donazione fra madre e figlia che è ripeto dell’uno e venti per cento e così di £. 120 per diecimila. Così voi vi liberate di ogni pensiero futuro, e di ogni noia. All’uopo occorrerà avere con precisione nome e cognome del Piave, il nome della figlia, il nome e cogno me della madre, l’attuale domicilio, e l’indicazione del luogo dove si vuole riscuotere la rendita. La Sass non ha fatto quello che dicono furore, ma piace ed è applaudita vivamente massimamente nel duetto dove quel diavolo di Tiberini, non ostante che in alcune note abbia la voce chioccia, si mostra sempre un grande artista. I critici lodano la Sass ma con molte riserve, e ripeto il successo di quella Signora è buono, ma non straordinario. Del resto sin ad ora la con corenza del pubblico alla Pergola è a poca; vedremo cosa sarà quando l’opera verrà cambiata. Avrete letto nell’Italie le notizie della malattia del Re, ma i giornali hanno detto meno del vero. Il fatto è che venerdì notte i medici lo credevano mo to. Oggi ho saputo da fonte autentica, e in mezza confidenza con singolare incidente, sentendosi aggravato, il Re volle fosse chiamato un sacerdote, e si confessò: ma all’atto della assoluzione il prete istava perché il Re riconoscesse che certe leggi ed atti del governo suo, contro le leggi della chiesa, non erano da buon cattolico, e dovevano essere disconfessate. Il Re vi si ricusava fermamente opponendo che aveva la coscienza tranquilla, e che non avrebbe mai fatta alcuna dichiarazione che potesse essere causa di difficoltà, e disordini per chi gli succederà nel trono; ma insistendo pur sempre il sacerdote perché sotto qualunque forma il Re consentisse ad una ritrattazione, più o meno esplicita, il buon Vittorio gli replicò: Che vuole? Io sono Re costi tuzionale; nell’altra sala stanno riuniti i ministri; se la intenda prima con loro. Naturalmente il sacerdote non accettò, e quetato non pose più alcuna difficoltà a compiere il proprio ufficio. E voi fino a quando rimarrete a S. Agata? Verrete o no a Firenze? E la Messa per Rossini si eseguirà, o non. Unisco un brano della Gazzetta d’Italia d’oggi che tocca questo argomento . Salutatemi di cuore la Sig. Giuseppina, ricordatemi al Corticelli ed al S. Canonico, e voi scrivetemi quando più spesso potete per darmi prova che vi ricordate del vost aff° a. Piroli
P. S. A mezzo di questa mia mi sono accorto di avere scritto a rovescio; ma ho lasciato correre ripensando che se tutte le cose che non camminano nel loro verso fossero così innocenti potremmo stare di molto miglior animo; e quanto a voi la vostra anima mi penserà se non sono tornato da capo con altro foglio.
Note
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Posseduto Insv
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Bibliografia
Carteggio Verdi-Piroli, a cura di Giuseppe Martini, Ed. nazionale dei carteggi e dei documenti verdiani, Parma, Istituto nazionale di studi verdiani, 2017, I, n. 199, pp. 241-243
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