Corrispondenza
Giuseppe Verdi a Giuseppe Piroli, [20/02/1871]
Data
- Data
- [Genova, 20 febbraio 1871]
Luogo di destinazione
- Luogo di destinazione
- [Firenze]
Tipologia
- Lettera
Descrizione fisica
- Un bifolio, una facciata e tre quarti scritte. Apografo di mano di Piroli, datato «30 febbraio» (“Piroli”)
Ubicazione presso il soggetto conservatore
- Ubicazione
- I-Rli
- Collocazione
- AL 93/121
Trascrizione
Genova 20 Feb. 1871
Car Piroli
Viste le condizioni e le tendenze musicali dell’epoca nostra, ecco vi quanto, secondo me, dovrebbe essere adottato da una Commissione, chiamata a riordinarne l’insegnamento. – Sono idee semplicissime dette a voi tante volte a voce ed in iscritto, ed accennate anche nella mia lettera a Florimo.
Non parlerò che del Compositore, e del Cantante perché credo che nella parte esecutiva istromentale (che ha sempre dato ottimi risultati) vi sia poco a riformare.
Vorrei dumque pel giovine Compositore esercizj lunghissimi e severi su tutti i rami del Contrappunto.
Studj sulle composizioni antiche, sacre e profane. Bisogna però osservare che anche fra gli antichi, non tutto è bello; quindi bisogna scegliere.
Nissuno studio sui moderni! Ciò parrà a molti strano; ma quando sento e vedo in oggi tante opere fatte come i cattivi sarti fanno i vestiti, sopra un patron, io non posso cambiar d’opinione. So bene che mi si potranno citare molte produzioni moderne che valgono le antiche; ma che importa? – Quando il giovine avrà fatto severi studii; quando si sarà fatto uno stile, e che avrà confidenza nelle proprie forze, potrà bene, se lo crederà utile, studiare più tardi queste opere, e sarà a Lui tolto il pericolo di diventare un’Imitatore. Mi si potrà opporre “Chi insegnerà al giovine l’istromentazione? Chi la composizione ideale? – La sua testa ed il suo cuore, se ne avrà.
Pel Cantante vorrei = estesa conoscenza della musica = esercizi pell’emissione della voce = studj lunghissimi di solfeggio come in passato = esercizi di voce e parola con pronunzia chiara e perfetta = Poi, senza che un Maestro di perfezionamento gl’insegni le affettazioni del canto, vorrei che il giovine, forte in musica e colla gola esercitata e pieghevole, cantasse guidato solo dal proprio sentimento. Non sarebbe un canto di scuola, ma d’ispirazione. L’artista sarebbe un’individualità; sarebbe Lui, o, meglio an cora sarebbe nel melodramma il personaggio che dovrebbe rappresentare.
È inutile il dire che questi studj musicali devono essere uniti a molta coltura letteraria. —
Eccovi le mie idee – Potranno queste venire approvate da una Commissione? – Si? Eccomi allora pronto agli ordini del Ministro! – No?... Val meglio che me ne ritorni a St Agata.
Addio ad
v. aff.
G.Verdi
Note
- Minuta autografa di Verdi in "Copialettere" di Giuseppe Verdi, III, pp. 53-55
Posseduto Insv
1 fotocopia (n. 18/12)
Bibliografia
Carteggio Verdi-Piroli, a cura di Giuseppe Martini, Ed. nazionale dei carteggi e dei documenti verdiani, Parma, Istituto nazionale di studi verdiani, 2017, I, n. 236, pp. 292-293
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