Corrispondenza

Giuseppe Piroli a Giuseppe Verdi, 12/04/1874

Data

Data
Roma, 12 aprile 1873

Luogo di destinazione

Luogo di destinazione
[Genova]

Tipologia

Lettera

Descrizione fisica

Un bifolio, due facciate e tre righe scritte

Ubicazione presso il soggetto conservatore

Ubicazione
I-PAas

Trascrizione


                                                                                                 Roma 12 aprile
     Mio Caro Verdi!

Ho avute vostre notizie del Cav.re Carrara che fu qui pel 23 marzo ultimo. Dunque avete trovato il fatto vostro a Milano per la Messa a Manzoni; e sta benissimo. Ecco un’altra solennità artistica e nazionale – Ma che mi dite della indegnità dello scandalo d’avere lasciato vendere all’asta pubblica i mobili di quell’insigne uomo. Io non conosco i particolari, ho visto che si procurato di fare in modo che non fosse meno indecente; ma per Dio non si è trovato nella ricca Milano chi per un valore di £. 4000 circa non abbia cercato d’impedirlo! Ho letto nei fogli il brutto fatto, e mi sono nel mede simo tempo persuaso che altri ha alzata la voce contro questo vituperio. Basta lasciamola lì. – Qui a Roma il magno teatro va a rompicollo e tutta la stampa meno il giornale del famigerato Sonzogno, danno addosso al Terziani. Il quale si è disteso in modo che sarebbe stato meglio per lui non lo avesse fatto. Certo è che ha l’abilità di rendere non più riconoscibile uno spartito. Su questo terreno si schermisce col dire che se l’opera A e l’opera B hanno piaciuto, è prova che non è la mancanza di capacità in lui se le altre vanno male; ma la verità è bene spesso ed anche per gli orecchi dei profani la musica sotto la sua direzione cambia carattere. Pare sia accaduto ora lo stesso al Profeta; io non vi sono andato, ma ho letto che in certe parti ha alterati i tempi in modo indegno. Il fatto è che il teatro è stato chiuso più giorni, e poi hanno rimpiazzato alla meglio lo spettacolo per arrivare a compire le recite.
Del resto nessuna notizia. Le cose nostre procedono al solito migliorando lentamente, ma migliorando sempre ed ogni giorno che passa rinvigorisce le nostre radici tanto che anche una bufera che non sia proprio di quelle che schiatano le più robuste quercie, non ci può far danno ora mai più. È morto il prevosto di Busseto. Carrara mi scrive, trattandosi che la nomina è del Governo, e mi mette innanzi il nostro bravo Canonico Avanzi. Se fosse peso da suoi omeri io sarei ben felice di far cosa che gli tornasse cara ed utile e tanto più che un eccellente prete, e liberale quanto lo può essere un prete illuminato e non settario sarebbe un gran bene per Busseto. L’Avanzi mi ha più volte pregato di interessarmi per altri, e mi piacerebbe farlo per lui, e senza che lo sapesse, si intende. Basta. In tanto per non perdere tempo, e non dar luogo ad impegni precedenti ne parlerò al Ministro Vigliani, e se voi mi conforterete in questa via mi adopererò in questo senso; così vecchio ora mai, ritornando a Busseto rivedrò la canonica dove da giovane ricordo avere visto il Ballerini, una mole grossa sterminatamente, e che dormendo si udiva da tutti i vicini e anche i lontani in Codalunga.
Ho qui in Roma anche la mia figlia maritata in Sansoni a Firenze, e come testimonio oculare ho saputo dalla stessa che i famosi Goti hanno capi tombolato al Pagliano; non ostante gli applausi Lucchesi (la S. Lucca era a Firenze). Ora vi si dà il Ballo in Maschera ed il Trovatore, e benissimo; per modo che incassi favolosi e W sempre Verdi! –
Vorrei tirare avanti ma la materia manca; mi rimane però ancora il so stanziale ed è di ricordami all’amicizia vostra e della S. Peppina, e dirmi sempre 
                                                                                              il vos. aff. Piroli

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Giuseppe Piroli a Giuseppe Verdi, 12/04/1874

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