Corrispondenza

Giuseppe Piroli a Giuseppe Verdi, 19/07/[1874]

Data topica

Data topica
Roma

Data

Data
Roma, 19 luglio [1874]

Luogo di destinazione

Luogo di destinazione
[Sant'Agata]

Tipologia

Lettera

Descrizione fisica

Un bifolio, due facciate scritte

Ubicazione presso il soggetto conservatore

Ubicazione
I-PAas

Trascrizione


                                                                                            Roma 19 luglio
Caro Verdi!

La vostra lettera mi è giunta desideratissima e quindi più che mai carissima perché da tempo non ne aveva ricevute da voi direttamente notizie vostre e della S. Peppina. Sento perfettamente che dovete trovarvi assai bene nella deliziosa quiete della vostra villa dopo tanti trionfi, e la necessità inevitabile di subire anche le parti che a voi sono tanto moleste. In mezzo alle voci oggi dette e domani contraddette ignoro quanto sia vero che stiate occupato di un Giulio Cesare ; ma ritengo che per ora vorrete riposare veramente, e ritengo ancora, e spero che, come l’Etna lavorerà dentro di voi il sacro fuoco che dovrà propompere un altra volta colla terribile potenza e prepotenza di Genio, che ogni vostro nuovo lavoro manifesta inesauribile. Ora vado a capo e vengo al S. me. Patisco il caldo e lavoro a terminare al cune relazioni relative a cose di amministrazione, e a dar pareri in Consiglio di Stato dove l’opera è attualmente dupplicata stante l’assenza di una metà dei consiglieri che sono andati in vacanza; onde l’altra metà deve lavorare per due: ma verrà la loro volta anche per gli altri quando andremo in vacanza noi, e sarà col primo di Settembre. Allora verrò certamente a S. Agata e mi auguro che non sia colla fretta di un ostetrico il quale abbia delle clienti lontane in procinto. Alle cortesi vostre parole io non so cosa rispondere, e se mi fosse dato di provarvi col fatto che per me il passare in mezzo a voi quanto più tempo mi rimane disponibile, è la maggiore delle soddisfazioni ed il più vivo dei miei desideri vi starei tanto che forse finireste per metter mi alla porta, moralmente si intende. – Di politica non vi parlo perché vi verrei a noia; del resto per ora tutto è silenzio, i ministri sono in giro, e sol tanto quando saremo presso alle nuove elezioni che si faranno nell’ottobre si risveglierà la vita; vedremo cosa nascerà dal caos in cui erano caduti i partiti.
La mia famiglia, e primo tra tutti mio padre coi suoi 87 anni, sta bene; le figlie maritate pure. La seconda è madre (debbo avervelo detto nella qualità di nonno) di una vezzosa bambina: ed ora è a Venezia dove mio genero trova una miniera di Studi. Del resto, e sotto ogni riguardo, i matrimoni delle mie figlie non potevano riescire migliori né io desiderare di più.
   E la vostra nipotina è con voi? Ecco un interrogativo che può essere messo ad arte per obbligarvi a scrivere. Dite a Corticelli che stia sù svelto e sano e si conservi pel settembre.
Tanti saluti affettuosi alla S. Peppina, e qui mi fermo perché se dovessi pregarvi di salutare tutti e tutto quello che mi si schiera davanti nella immaginazione andrei forse fino alla grotta.
Addio carissimo Verdi, e di cuore addio vs. a. Piroli

Note

Datazione corretta stabilita dall'edizione critica (v. sotto)

Posseduto Insv


Bibliografia
Carteggio Verdi-Piroli, a cura di Giuseppe Martini, Ed. nazionale dei carteggi e dei documenti verdiani, Parma, Istituto nazionale di studi verdiani, 2017, I, n. 320, pp. 393-394

Media

Giuseppe Piroli a Giuseppe Verdi, 19/07/[1874]

Relazioni

Appartiene a