Corrispondenza
Giuseppe Verdi a Cesare De Sanctis, 29/09/1852
Data
- Data
- Busseto, 29 settembre 1852
Luogo di destinazione
- Luogo di destinazione
- Napoli
Tipologia
- Lettera
Descrizione fisica
- Un bifolio, due facciate e un terzo scritte; sulla quarta, l'indirizzo.
Ubicazione presso il soggetto conservatore
- Ubicazione
- I-Rli
- Collocazione
- AL 94, 94bis
Indirizzo (busta)
- Egregio Sigr. / Il Sigr. Cesare De Santis / Napoli
Timbri postali
- BORGO SAN DONNINO / 1 / OTTOB / 1852 — TRANSITO / PER LO STATO PONTIFICIO — NAPOLI 1852 / 9 / OTT — [...]
Trascrizione
Car. De Santis.
Busseto 29 Sett. 1852.
Sono d’accordo con voi per i cambiamenti del Trovatore da farsi dal giovine poeta amico del povero Cammarano. Ecco di cosa si tratta:
1.° Nella parte seconda desiderei una Canzone caratteristica per Azucena (che mi giuocherebbe, musicalmente parlando, in diversi punti del dramma) invece delle due strofe, Stride la vampa et. sulle quali difficilmente si potrebbe fare un motivo popolare. Vorrei due strofe di sei versi l’una come per esempio (ridete!!)
Stride la vampa, la folla indomita
Urli di gioia al cielo innalza.
Cinta di sgherri giunge la vittima
Bianco-vestita discinta e scalza...
Sorride scherza la folla indomita
Urli di gioia innalza al ciel.
da farsi ................
quattro ................
versi ................
. ...............
Sorride scherza la folla indomita
Urli di gioia innalza al ciel.
Questa dovrebbe essere la forma ed il metro: il poeta aggiusterà e farà come crederà meglio - 2.° Nel finale (il vecchio) della seconda parte vorrei fare un’aria del conte, e così levare la Romanza della 3.a parte come eravamo d’accordo con Cammarano! Bisognerebbe fare però aun’adagio cantabile di 8 o 10 versi dopo il verso “Novello e più possente ella ne appresta et. o dove crederà meglio. Poi quando dice a suoi seguaci “Di quei faggi all’ombra celatevi, vorrei che il coro partendo dicesse una strofa (in settenarj) da eseguirsi spezzata e sottovoce, la quale farei giuocare colla cabaletta seguente forse con un’ po’ d’effetto -
3.° Nella grand’aria d’Eleonora dell’atto quarto manca un’ cantabile. I versi bellissimi “quel suon quelle preci et. non si prestano che per un declamato lento: bisognerebbe addumque agiungere 8 o 10 versi appassionati, bellissimi dopo il Rec.vo... arreca i miei sospiri –
Ecco tutto: voi vedete che si tratta di poca cosa, e però pregherei il vostro amico di farli al più presto che si può. Interessatevi anche questa volta per me, e ve ne sarò gratissimo...
Attendo sempre la cessione del Trovatore dalla famiglia Cammarano.
Vorrei pregarvi d’altra cosa. Fra le carte di Cammarano si sarà certamente trovato un programma del Re Lear. Ebbene quel programma è mio, e se me lo voleste mandare mi fareste piacere - Add Ad.°
Vost Af°
G. Verdi
P.S. Vi raccomando la massima sollecitudine in tutto. –
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Giuseppe Verdi a Cesare De Sanctis, 29/09/1852
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