Corrispondenza

Giuseppina Strepponi a Cesare De Sanctis, 02/09/1870

Data topica

Data topica
Sant'Agata (Villanova sull'Arda)

Data

Data
[S. Agata, 2 settembre 1870.]

Tipologia

lettera

Descrizione fisica

Un bifolio, quattro facciate scritte, con busta affrancata. Sul recto della busta, di altra mano: «III, 33e» e «Arch. Lincei 136».

Ubicazione presso il soggetto conservatore

Ubicazione
I-Rli

Indirizzo (busta)

Sigr Cesare De Sanctis / N° 317 Strada Toledo / Napoli

Trascrizione

          Mio caro Cesarino,

                    Duolmi all'infinito e della mancata gratissima sorpresa e della causa funestissima che me ne ha privata. Io non vi parlerò di guerra e perché ne parlo tutto il giorno e perché dovrei dirne troppe!! Vi basti su questo proposito sapere che Verdi ed io siamo perfettamente dell'opinione espressa nella vostra del 3 agosto. Dunque, ad onta della sua blague e dei suoi difetti Dio assista la Francia e faccia che possa conservare il suo primitivo rango fra le Nazioni d'Europa. Ripeto, malgrado i suoi difetti ed i suoi errori, è una nazione che ha cuore e finora, per filantropia, per progressi, per civilizzazione, per tutto infine, è degna di restare quello che era, cioè la testa ed il cuore d'Europa.
                    Il ricevimento fattovi lo scorso anno, nella nostra modesta dimora, fu quale ce lo dettava il nostro affetto per voi, sincero e cordialmente espansivo. Non avremmo potuto ricevervi altrimenti, perché vi vogliamo sempre molto bene. Per tutto il resto, ha supplito la vostra indulgenza.
                    Che diavolo dite a proposito di Cimarosa, del Turco in Italia, e del se fiato in corpo avete? ... io lo insegno a Lorito da due o tre anni e fin lui sa che è nel Matrimonio segreto. Voi avete dunque completamente sognato.
                    Spero rivedere Fraschini e sua moglie, prima del 1871 e godo che dimoriate vicino a loro, perché compagnia migliore non potreste avere. Sono, marito e moglie, due rari tipi di onestà e di cuore!
                    Io credeva che Verdi fosse il più pigro e trascurato scrittore di lettere, ma vedo che Morelli è peggio o più perfetto di lui, perché se Morelli avesse scritto a Verdi pregandolo di una risposta, Verdi si sarebbe fatto un pregio di rispondere subito, o se non subito almeno dopo qualche tempo ... ma passiamo ad altro. Bisogna chiudere gli occhi sulle mende di coloro, le cui grandi qualità onoran l'Italia!.
                    È inutile che vi parli d'Aida e dell'Egitto. Verdi (che vi avrà scritto su tale proposito) lavora, lavora ... e legge giornali, cercando invano la nuova che possa far sperare il fine di questa guerra .... da barbari!!
                    Vogliate dire alla vostra Teresa mille cose gentili da parte mia e come io speri un giorno o l'altro, di poterla apprezzare da vicino, come Voi me l'avete fatta stimare da lontano. Abbracciate i vostri figli per me. Il canonico sta poco bene e mia sorella pure: ma questi poveri disgraziati mi farebbero quasi paura, il giorno in cui mi dicessero di sentirsi in perfetta salute! Maria è con noi per le sue vacanze e tornerà in collegio per la fine di questo mese. È sempre una cara bambina. Corticelli è sempre grasso e tondo e la miglior pasta d'uomo che io mi conosca. Tutti vi salutano cordialmente.
                    Io, mio caro Cesarone, vi abbraccio come foste mio fratello e pregandovi di salutare gli amici passo a dirmi ora e sempre
P.S.                                                                                      vostra aff.ma amica
Verdi vi abbraccia e vi                                                               Giuseppina.
saluta caramente.

Note



Posseduto Insv
1 fotocopia (n. 13/23)

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Giuseppina Strepponi a Cesare De Sanctis, 02/09/1870

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