Corrispondenza
Giuseppe Verdi a Cesare De Sanctis, 26/04/1872
Data
- Data
- Sant'Agata, 26 aprile 1872
Luogo di destinazione
- Luogo di destinazione
- [Napoli]
Tipologia
- Lettera
Descrizione fisica
- Un bifolio, due facciate e tre quarti scritte, con busta affrancata. Sulla prima, a matita: «Arch. Lincei 136»; sulla busta, della stessa mano: «Ibis, 106».
Ubicazione presso il soggetto conservatore
- Ubicazione
- I-Rli
Indirizzo (busta)
- Egr Sigr Cesare De Sanctis / 29 Concezione Toledo / Napoli
Timbri postali
- BUSSETO / 25 / APR / 72
Trascrizione
-
St Agata 26 ap. 1872
C. Cesarino
Leggo nell'Omnibus due parole che mi spiacciono. Io non voglio scagionarmi d'esser seguace di nissuno. Io sono quel che sono! Padronissimi tutti di credermi quel che vogliono. E voi siete, ripeto, le gran parucche colla vostra musica italiana!... No, no, non vi è musica italiana, né tedesca, né turca... ma vi è una musica!! Non seccatemi dunque con queste definizioni. È inutile! Io scrivo come mi pare, e come sento. Non credo né al passato, né al presente: detesto tutte le scuole, ché tutte menano al convenzionalismo, non idolatro nessun individuo, ma amo una bella musica, quando sia veramente bella e sia di chi si vuole. "Progresso dell'arte!!"altra parola vuota di senso! È cosa che va da sé! Se l'autore è un uomo di genio farà progredire l'arte senza cercarlo e senza volerlo. Dite dunque a Torelli di dire per conto suo tutto quello che vuole, ma che io non mi difendo, né desidero che le corbellerie che dico in privato sieno esposte al pubblico.
Di fretta addio.
G.Verdi
Note
- –
Posseduto Insv
1 fotocopia (n. 13/42)
Media




Giuseppe Verdi a Cesare De Sanctis, 26/04/1872
1 / 4