Corrispondenza

Giuseppe De Amicis a Giuseppe Verdi, 21/12/1863

Data

Data
Genova, 21 dicembre 1863

Luogo di destinazione

Luogo di destinazione
[Sant'Agata]

Tipologia

Lettera

Ubicazione presso il soggetto conservatore

Ubicazione
I-PAas

Indirizzo (busta)

Chiarissimo Maestro Cav.e Giuseppe Verdi Deputato al Parlamento Borgo S. Donino di Parma per Busseto

Trascrizione


                                                                                         Genova, 1863. Dic. 21

                                Car.mo Maestro,

                        Avendo fatto ricerca in Genova di una cucina per forma e dimensioni a seconda della Vostra richiesta, mi fò premura di farvi conoscere come attualmente ve ne siano due disponibili l'una in ferro, e l'altra in ghisa, entrambe aventi un solo fuoco, con tre fornelli, stiva e relativi accessori ciascuna del valore sui Fr. 400 –. Siccome non vi sono ricerche in proposito pel momento, io credo che qualora Vi decidiate di fare una gita in Genova, come faceste sperare, per l'entrante mese, esse saranno ancora in libertà ed avrete campo a meglio conoscerle di presenza, oppure se me ne farete cenno di farne l'acquisto, sceglierò la migliore facendovela costì pervenire come m'indicherete.
          In Genova nulla di nuovo, si stanno facendo preparativi per l'apertura del Carnovale al Carlo Felice col Fausto, Luisa Miller Mosé ed altra opera da destinarsi, colla Carrozzi, Boschetti, Prudenza, Cotogni, Vaccomanno; agli altri Teatri abbiamo in questo inverno le migliori Compagnie Drammatiche Italiane come Pieri al Doria, Salvini Cazzola al Paganini, e Dominiconi al nuovo Teatro ristorato il Nazionale, olim da S. Agostino. Il Carnovale in quest'anno è breve, la gente pensa a divertirsi essendovi molto entusiasmo pel Teatro, motivo per cui molto elevati sono i fitti dei Palchi.
          Le Parlamentari tempeste che si agitavano nel tempo della nostra breve gita in Torino ebbero fine con esito soddisfacente, evitandosi così un maggior scandalo in faccia di tutta l'Europa a danno del nostro paese, e non sarà grave perdita per la Camera quella dei Deputati opponenti che vediamo di giorno in giorno dar le loro dimissioni. 
          La presente mi porge occasione di esprimere a Voi ed all'Ottima Signora Beppina i miei rispetti, ed i voti che forma il mio cuore per la conservazione e la felicità di due Carissime persone per cui nutro tutto l'affetto e la stima di cui mi sento capace.
          Valetevi all'occasione dell'opera mia in Genova onorandomi de Vostri comandi e credetemi
                                                                          Vostro Aff.mo Serv.e ed Amico
                                                                                     Giuse De Amicis

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Giuseppe De Amicis a Giuseppe Verdi, 21/12/1863

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