Corrispondenza
Giuseppe Verdi a Clara Maffei, 13/12/1863
Data
- Data
- Busseto, 13 dicembre 1863
Luogo di destinazione
- Luogo di destinazione
- [Milano]
Tipologia
- Lettera
Descrizione fisica
- Un bifolio, due facciate e tre quarti scritte. Sulla quarta, di altra mano: «63».
Ubicazione presso il soggetto conservatore
- Ubicazione
- I-Mb
Trascrizione
Busseto 13 Dicem. 1863
Car Clarina.
Fui per una quindicina di giorni in giro di quà e di là come un matto, senza far niente, come al solito, proprio per il gusto di seccarmi, e di seccare qualche amico che ho incontrato, e per questo non risposi finora alla vostra lettera, né a quella di Faccio. Vi dirò per altro, colla mia solita franchezza, che quest'ultima mi mette in qualche imbarazzo. Cosa rispondergli? Una parola d'incoraggiamento dite voi: ma quale necessità di questa parola a chi si è presentato, ed ha fatto suo giudice il Pubblico? Ora è affare da sbrigarsi fra loro, ed ogni parola diviene inutile. So che si è parlato molto di questa opera, troppo, secondo me; ed ho letto qualche articolo di giornale, ove ho trovato delle grosse parole d'Arte, d'Estetica, di Rivelazioni, di Passato, d'Avvenire, etc. etc. e confesso che io (grande ignorante che sono!) non vi ho capito nulla. D'altra parte, non conosco il talento di Faccio, né la sua opera; e non vorrei conoscerla per non discuterne, né darne un giudizio, cosa che detesto perché le più inutili di questo mondo. Le Discussioni non persuadono mai alcuno; i Giudizi sono il più delle volte fallaci. Infine se Faccio, come dicono i suoi amici, ha trovato nuove vie, se Faccio è destinato a rizzar l'arte sull'altare ora brutto come muro di lupanare, tanto meglio per Lui, e per il Publico. Se è un Traviato come altri pretendono, si rimetta nella buona via, se così crede e se così pare a Lui. Ah voi avete letto le corbellerie d'Escudier sul conto mio! Vi è molto di vero, ma esagera tutto per farsi legger meglio. È affar di bottega e nulla più.
Mia moglie vi saluta, ed Ella pure desidera conoscervi. Quando, come non saprei dirlo. Addio addio. I miei saluti alla sigra Viola, a Tenca, a Carcano, a Visconti a tutti gli amici. Vogliatemi bene e credetemi ora e sempre Vostro aff.
G. Verdi
Note
- –
Posseduto Insv
1 fotocopia (n. 25/81)
Media


Giuseppe Verdi a Clara Maffei, 13/12/1863
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